Pescara, centro congressi e teatro all’ex Cofa

Firmato il protocollo per la vendita dell’ex mercato ortofrutticolo. Entro sei mesi verrà bonificata l’area

    PESCARA. Il discorso si sofferma sapientemente su quel «momento storico atteso da anni» e sull’importanza strategica dell’area del vecchio mercato ortofrutticolo per riuscire finalmente ad abbattere le distanze tra il Marina di Pescara e il resto della città. Il governatore Gianni Chiodi, il sindaco Luigi Albore Mascia e il presidente della Camera di commercio Daniele Becci appaiono emozionati, raggianti e concordi: per una spesa di quasi 12 milioni di euro, che andranno a rimpinguare le casse della Regione, l’ex Cofa diventerà il fulcro di un centro unico integrato a carattere ricettivo e turistico. Il modello di riferimento è il porto turistico di Barcellona, che Mascia considera «non meno bello del nostro». La proposta, contenuta nel protocollo siglato ieri mattina nel padiglione espositivo del porto turistico di fronte a uno stuolo di politici di destra e sinistra, autorità pubbliche e imprenditori, finora è stata studiata a grandi linee. È prevista una piazza contornata da giardini, un centro congressi in grado di ospitare meeting e fiere internazionali, un’area con alberghi e ristoranti, un teatro di grandi dimensioni, strutture per lo sport e il tempo libero e una zona destinata alle attività commerciali e artigianali. Ciliegina sulla torta sarà una non meglio specificata “attrazione” progettata e realizzata da uno dei grandi architetti attivi sulla scena internazionale. «Dopo la sede della Fater firmata da Fuksas», rivela Becci, «la stazione di Porta Nuova progettata da Bohigas e la torre Caldora di Botta, è il momento di puntare su un’altra archistar per accrescere il prestigio di questa porzione della città». I tempi sono stretti. Entro dicembre saranno abbattuti i vecchi capannoni del mercato ortofrutticolo, bonificati nei mesi scorsi e quindi non soggetti al recupero delle cubature. A sei mesi a partire dalla firma del protocollo, invece, dovranno essere definite le procedure di vendita, dando inizio alla fase operativa. Fondamentale sarà l’apporto dell’università D’Annunzio di Chieti e Pescara e della fondazione PescarAbruzzo, che agiranno in sinergia con Comune e Camera di commercio per valorizzare un’area attualmente degradata, ma che Mascia ha metaforicamente definito «una perla incastonata nelle acque marine del porto turistico, incorniciata dal Ponte del mare e dalle due riviere riqualificate». «Oggi», ha esordito il primo cittadino, «la città vive la seconda giornata storica degli ultimi vent’anni, seconda solo al giorno in sono stati acquisiti i 13 ettari delle aree di risulta. Adesso si creano le condizioni per sistemare un vuoto urbano e si chiude un percorso intrapreso con convinzione tre anni fa». Tre le amministrazioni sedute intorno al tavolo: la Camera di commercio che acquisisce la proprietà dell’ex Cofa, la Regione che vende l’opera e il Comune che ha adottato il piano particolareggiato 2 proprio allo scopo di riprogettare gli spazi compresi tra le aree golenali, le superfici di via Andrea Doria e le ex aree Di Properzio, destinandole così a funzioni turistiche e ricettive. La firma del protocollo a tre è stata salutata dai massimi rappresentanti delle autorità cittadine: il prefetto Vincenzo D’Antuono e il questore Paolo Passamonti seduti in prima fila, il senatore Andrea Pastore e l’onorevole Vittoria D’Incecco, il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano e della Provincia Guerino Testa, il rettore Carmine Di Ilio, il presidente del tribunale di Pescara Giuseppe Cassano e della fondazione PescarAbruzzo Nicola Mattoscio, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, i rappresentanti delle forze dell’ordine e tantissimi politici di destra e sinistra. «La presenza di tutte queste autorità», sottolinea il governatore Chiodi, «mostra quanto la vicenda sia sentita. Perché c’è voluto tutto questo tempo? Perché tutti hanno paura di prendere decisioni e fare delle scelte. Dismettere un patrimonio pubblico costoso e improduttivo e allo stesso tempo risolvere un problema annoso, getta le base per un’occasione di sviluppo che proseguirà per anni». Il prezzo della vendita è stato stimato in 11 milioni e 830 mila euro, che saranno pagati in parte con risorse liquide e in parte ricorrendo a finanziamenti.

    Ylenia Gifuni

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    01 settembre 2012

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