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Pubblicazione: 03-03-1997, STAMPA, TORINO, pag.19
 
Sezione: Spettacoli  
Autore: VENEGONI MARINELLA  
A Ginevra l'apertura del tour mondiale Pausini, una voce per il made in Italy
GINEVRA DAL NOSTRO INVIATO Uscita 4 anni fa da una villetta a schiera di Solarolo in provincia di Ravenna per andare a Sanremo a cantare <La solitudine>, la ragazza della porta accanto Laura Pausini e' finita dentro una favola lunga quanto una telenovela. Intanto, una parte della villetta a schiera e' diventata la sede del suo <Fans Club> che conta 8000 iscritti nel mondo: ma la puntata odierna della favola contempla la partenza del suo primo vero tour internazionale, dopo otto milioni di dischi venduti fra Bruxelles e Mexico City; Pausini rappresenta ormai il <Made in Italy>, lei e Ramazzotti sono gli Armani o i Versace della nostra musica. Non era pero' ancora riuscita a fare un tour vero, soltanto perche' travolta da improvviso successo. Sabato sera c'e' stato il gran debutto. Davanti a 4 mila persone dagli 8 ai 30 anni che l'hanno stretta in un quieto entusiasmo italo/svizzero sommergendola di orsacchiotti, Laura ha cantato l'amore e sentimenti positivi, ha parlato del difficile rapporto con la sua mamma, commuovendosi davvero mentre interpretava <Mi dispiace>; ha ricordato le persone che vivono nelle guerre (<soprattutto i bambini>) per introdurre <Il mondo che vorrei> , primo brano tutto scritto da lei. E' un concerto/recital, puntato sulle canzoni e sulla bella voce, che si colora di sfumature soul e di virtuosismi piani. Un poco rigida (padroneggiare il palco richiede tempo ed esperienza) Pausini si muove la meta' di quel che ci si aspetterebbe: il suo modello paiono le grandi dame della canzone del tempo andato o la Streisand piu' che le attuali dee sexy del musicbusiness come Gloria Estefan o Celine Dion. Ma mettera' a fuoco, e decidera' poi come sempre da sola: la sua attenzione e' soprattutto sulla voce, e nel team che la segue ha voluto che ad occuparsi del suo microfono fosse suo padre, con il quale ha fatto dieci anni di pianobar. Da martedi' sara' in concerto in Italia, anche se il suo Paese e' quello che meno conta nel fatturato della multinazionale Pausini. L'abbiamo incontrata, felice, nella notte di Ginevra. Come si e' allenata per il tour? <A Vi~na del Mar, il Festival piu' famoso del Sudamerica. Il pubblico li' viene chiamato " il mostro". C'e' un'arena aperta con moltissima gente che ti puo' segare per sempre. Mi hanno paragonata a Bose', che e' considerato di classe in Sudamerica. C'era anche Ambra, ha ballato dentro una vasca da bagno>. E' vero che laggiu' la definiscono la regina della ballata triste? <In passato cantavo canzoni piu' malinconiche. In questo disco, "Le cose che vivi", ho messo piu' positivita'>. Non ci sono ballerini sul suo palco, solo la band e un coro. <I ballerini mi darebbero fastidio. E ho anche paura di parlare troppo>. Ha visto il Festival? <Solo la prima sera. Mi e' piaciuta soprattutto Carmen Consoli, poi Nek e Maurizio Lauzi>. Valeria Marini? <Con il suo bel culone, riscatta tutte le donne rotondette>. Lei ha appena cantato con Iglesias <Caruso> di Dalla alla tv francese. Perche' <Caruso>? <Iglesias mi aveva invitata per cantare la "Cumparsita", ma non e' nelle mie corde. Io gli ho proposto "Pensami", ma non ha voluto. Cosi' abbiamo fatto "Caruso">. Si sente molto cambiata? <Le persone che lavoravano con me ci sono ancora. Sono spensierata e ingenua, ma anche meno innocente. Pero' vedo sempre le cose con amore e sentimento>. Marinella Venegoni Le date del tour: 4 Ravenna, 6 Napoli, 7 Bari, 9 Torino, 10 Mi lano, 11 Parma, 18 Brescia, 21 Bruxelles, 26 Roma.