Vai ai contenuti
vai cancel
  • Diminuisci dimensione testo
  • Aumenta dimensione testo
  • Print
  • Contact
  • Mobile
  • RSS feed
Corriere della Sera

Polemiche Contestato il regista Oren Peli, già autore di «Paranormal Activity»

Arriva l' horror su Chernobyl «È un film da boicottare»

Proteste anche sul web: si sfrutta una tragedia

U n horror nella città dell' orrore. È questa l' idea del regista Oren Peli, che ha pensato a Chernobyl per la sceneggiatura di Chernobyl Diaries. Una scelta che, inevitabile, fa discutere. «Se è solo un altro film cruento e voyeuristico non ho nessun interesse a vederlo - ha detto l' irlandese Adi Roche, fondatrice dell' associazione benefica Chernobyl Children' s Project International -. Quando ho visto il trailer volevo distogliere lo sguardo, Chernobyl non è un posto per voyeur. Lo stile del film ha il sapore dello sfruttamento». Quattro reattori esplosi, radiazioni superiori all' effetto di 400 bombe atomiche: nel promo del film si vedono le immagini di repertorio del disastro nucleare che nel 1986 espose alle radiazioni decine di milioni di persone. Ma sei ragazzi - anziché sognare una vacanza a Parigi o a Roma - decidono che è più esotico uscire da itinerari già battuti e arrivano a Pripjat, la città ucraina dove vivevano prima dell' incidente gran parte degli operai che lavoravano nella centrale nucleare di Chernobyl. Luoghi fantasma, una vegetazione brulla, periferie tristi anche quando c' era la vita, figurarsi ora, palazzoni abbandonati. Così pare. Perché i ragazzi rimangono intrappolati - il solito pullmino che li lascia a piedi, un classico dell' horror - e scoprono che il luogo non è così inanimato come sembra. Presenze invisibili che iniziano a farsi sentire, le solite torce che illuminano il buio, apparizioni, urla. Insomma inizia un incubo. Anche se il film è stato girato in Serbia e in Ungheria, c' è chi non ha gradito il riferimento diretto a Chernobyl. Sulla pagina ufficiale di Chernobyl Diaries su Facebook molti internauti chiedono a Oren Peli di devolvere parte degli incassi alle associazioni benefiche che aiutano chi ha subito le conseguenze del disastro nucleare. E c' è anche chi attraverso internet sta chiedendo il boicottaggio del film. Chernobyl Diaries (in America dal 25 maggio), opera prima di Bradley Parker, in realtà è una creatura di Oren Peli, che ha scritto la storia originale e del film è anche co-sceneggiatore e co-produttore. Nato in Israele nel 1970, Peli è diventato un fenomeno cinematografico grazie a Paranormal Activity, un horror girato come se fosse un falso documentario che filma l' incubo di due ragazzi in una casa abitata da fenomeni paranormali. Girato proprio a casa di Peli in sette giorni, costato 15.000 dollari, è arrivato a incassarne quasi 200 milioni. Andrew Kosove della Alcon Entertainment che distribuirà il film negli Usa e in alcuni Stati esteri, cerca di smorzare le polemiche: «È un popcorn movie. Non penso il film si prenda tanto sul serio o che voglia sfruttare quei disastri reali». twitter @RenatoFranco70 RIPRODUZIONE RISERVATA

Franco Renato

Pagina 35
(16 aprile 2012) - Corriere della Sera

ARCHIVIOcronologico


Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite da RCS attraverso la sezione archivi, spetta in via esclusiva a RCS e sono pertanto vietate la rivendita e la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi modalitá e forma, dei dati reperibili attraverso questo Servizio. É altresì vietata ogni forma di riutilizzo e riproduzione dei marchi e/o di ogni altro segno distintivo di titolarità di RCS. Chi intendesse utilizzare il Servizio deve limitarsi a farlo per esigenze personali e/o interne alla propria organizzazione.
PIÙletti

Stai ascoltando

105 Radio FM