MUNICIPIO DI NOLA


La prima pietra del Municipio di Nola, fu posta nel 1893; sindaco Filippo del Cappellano, progettista l'ingegnere Francesco Saverio De Sena (Nola 1821/1906).

In verità, fin dal 1888, l'ing. De Sena aveva avuto l'incarico di stendere un progetto per la costruzione dell'edificio, perché l'esproprio del terreno era stato effettuato già nel 1885. L'area sulla quale fu edificato il Palazzo Comunale apparteneva, in parte, al Dr. Luigi Minieri, proprietario di due edifici, ormai fatiscenti ed in rovina, nel lato posteriore (attuale Teatro Umberto), mentre la parte anteriore, una volta occupata da baracche improvvisate, per la vendita di ogni genere di mercanzie, era diventata soltanto un prato incolto ed una pietraia, dove i caprai, pascevano i propri ovini e turbe di ragazzini si rincorrevano e giocavano. L'esproprio dell'area era stata sollecitata dall'allora giovane, sindaco Tommaso Vitale che, pressato dalle insistenze dei suoi concittadini, si decise a reperire il suolo per l'erigendo Comune, anche perché il Consiglio Municipale, al tempo era costretto a riunirsi, in un primo momento, nel palazzo Orsini; poi quando fu occupato da una guarnigione militare, si trasferì nella così detta "Casa dei Preti", cioè nell'ex antico Convento di S. Biagio, in Piazza Giordano Bruno; alla fine, essendo quest'ultimo in precarie condizioni statiche, il Consiglio si riunì nel palazzo della Sottoprefettura, in piazza Duomo. All'ing. De Sena, in seguito, venne affiancato l'architetto Nicola Breglia, professore dell'Università di Napoli e progettista costruttore del Duomo di Nola, che diede alcuni consigli per la erezione dell'edificio optando per lo stile "Neoclassico" .

La costruzione fu eretta in tempi relativamente brevi; infatti, già nel 1985, fu inaugurata dal sindaco Nicola De Lucia e divenne subito funzionale.  Intanto nel 1896, il Vitale aveva fatto costruire nei pressi della Ferrovia dello Stato (appellata al tempo Ferrovia Romana) un recinto per contenere un mercato del bestiame, detto Foro Boario, vicino alla stazione per consentire più celermente il carico e lo scarico degli animali da macello. Nello stesso tempo fu posta anche la prima pietra per la conduttura dell'acqua di Serino in Nola (nella strada San Massimo), alla periferia della Città, mentre le prime "fontanelle" sgorgarono nel 1895, contemporaneamente in, piazza Ferrovia, piazza Duomo e Borgo S. Antonio Abate; nel 1899 a Piazzolla di Nola, ed il 15 e 16 gennaio, dello stesso anno, a Cinquevie di Selve e Pozzo Ceravolo. In questo mese di gennaio 1899, dai verbali della Giunta Provinciale di Napoli, si apprendeva che furono stanziate 95 mila lire per la strada di Costantinopoli, a Piazzolla di Nola, e 40 mila lire per il lastricamento delle vie interne della Città di Nola. Comunque una cisterna con acqua piovana era ancora in attività in Piazza Duomo, a Nola, nel 1906, poi chiusa durante l'imperversare di una delle tante epidemie infettive che colpirono la Città di Nola, in quel tempo, infatti, la cisterna fu accusata di essere veicolo d'infezioni ed inquinante. Bisogna d'altra parte rendersi conto che fin quando non fu costruito l'acquedotto, ed ancora per qualche anno (poiché l'acqua del Serino era scarsa e non bastava a soddisfare tutte le esigenze dei cittadini), l'acqua veniva portata a Nola con i carri botte della ferrovia Napoli/Nola/Baiano, con una spesa rilevante che gravava in modo negativo sul bilancio Comunale, anche se si considera che l'acqua doveva essere distribuita gratuitamente anche alla guarnigione militare di stanza a Nola!

I lavori per l'impianto di illuminazione con luce elettrica, furono affidati dal Comune di Nola, nel marzo del 1903, alla "Società Nolana per le Imprese Elettriche" , società che subito provvide ad illuminare, in via sperimentale, alcune strade cittadine, nonché la Sala Consiliare sul comune, prima di una definitiva approvazione per l'illuminazione generale. Infatti ancora nei primi anni del 1900, la pubblica illuminazione era con lumi a petrolio, come si evince da una delibera della Giunta Comunale di Nola, che approvava una spesa "per la fornitura del petrolio da parte della Ditta Nicola D'Anna di Nola". La SNIE, pur essendo una società di nuova costituzione (era stata fondata il 22/9/1902), provvide in modo encomiabile all'illuminazione cittadina, provvedendo all'accensione ed allo spegnimento delle lampadine a distanza, mentre oltre 100 lampade restavano accese per l'intera nottata. La Società provvide altresì all'illuminazione della Caserma Principe Amedeo, dove furono installate ben 400 lampade incandescendenti.

Il Comune di Nola, nella Seduta Consiliare del 20/11/1905, stilò l'elenco dei 196 nolani che avevano preso parte alle Guerre d'Indipendenza dal 1848 al 1870, onde conservarlo nell'Archivio Storico Municipale; anzi in un primo momento si voleva murare una lapide con i nomi di questi ardimentosi ma, in seguito, per ovvi motivi, forse per la lunghezza dell'elenco, non se ne fece più nulla. In una seduta del 1906, poi, fu deliberato dal Consiglio Comunale, che il Monastero di S. Maria La Nova, passasse al Comune di Nola, mentre fu, inoltre, deciso che il Monastero di S. Chiara, nel maggio del 1908, con il Regio Commissario De Nunzio, dovesse essere adattato ad edificio scolastico: l'incarico fu affidato agli ing. Gaetano Gomez e Michele Pagano, ma il progetto ben presto si arenò (per beghe politiche) e, più che altro, per questioni personali, non ultima l'accusa lanciata al Regio Commissario di voler favorire i due incaricati, perché di parte Nera!


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Municipio di Nola - 1910.


Il 31 agosto 1923, fu deliberato il lastricamento di Piazza Duomo; nello stesso periodo terminò la stuccatura della facciata del Comune, dove il 4 novembre 1921, era stata posta una lapide alla memoria del Soldato Ignoto. Il lavoro della rifinitura del Palazzo Comunale, doveva essere eseguita fin dai primi anni del 1900, e fu molte volte procrastinata, per svariate ragioni: vuoi per l'accanita lotta politica fra i Bianchi ed i Neri, vuoi per la morte di Tommaso Vitale (che era in un certo modo il moderatore, ed un pò, l'ago della bilancia cittadina), ed ancora per le continue epidemie batteriche, eruzione del Vesuvio, terremoti che afflissero la Città di Nola nel primo decennio di questo secolo e, dulcis in fundo, le Guerre di Libia e Mondiale.


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Municipio di Nola - 1924.


L'incarico dei lavori in Piazza Duomo fu affidato all'ing. Raffaele Angerio di Nola, mentre la stuccatura del Palazzo di Città, progettato dallo stesso D'Angerio, fu eseguita dalla Ditta Massa di Napoli.

Frattanto, nel 1928, dopo la creazione della nuova strada Antonio Ciccone, con il conseguente taglio del Monastero delle Rocchettine, si dette inizio alla costruzione dell'Edificio delle Scuole Elementari (plesso Ciccone), che fu affidata all'impresa edile Gubitosi. Nel maggio del 1933, l'ing. Adolfo Avenia di Napoli, ebbe l'incarico della sistemazione della Piazza Duomo e che, il 1 luglio dello stesso anno, modificò il progetto precedentemente presentato dall'Ing. Andrea Piciocchi, mentre nello stesso giorno (1 luglio), venne affidato all'ing. Luigi Galeone di Napoli il piano di "Amplificazione e Regolamentazione della Città di Nola".


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Una statua all'interno del Municipio.


L'abbattimento dei due isolati in piazza Duomo e la sistemazione della stessa con cubetti di porfido, iniziò con il Podestà De Sanctis, che con Del. del 1/7/34, chiese un mutuo al Banco di Napoli, per far fronte alle spese (Mutuo che fu accordato con l'estinzione in 35 anni al tasso del 5,75%).

Con l'abbattimento dei palazzi in Piazza Duomo, le 4 Statue mutili di epoca romana, poste ai 4 lati della piazza, furono rimosse e poste nell'atrio del Palazzo Comunale, dove con l'aggiunta di altri reperti di varie epoche, rinvenuti in scavi successivi, si è creato un Antiquarium all'aperto, degno di una più decorosa sistemazione. I lavori dell'ing. D'Avenia, prevedevano, nel progetto originale, anche l'edificazione di una Casa del Fascio, in Piazza, al posto dei due edifici abbattuti, ma tale delibera fu respinta nella Seduta Comunale del 10 Luglio 1936, per il veemente reclamo avanzato dai cittadini nolani, che non volevano che si ricostruisse... ciò che era stato abbattuto!

La costruzione della Casa Littoria,che la "leggenda" vuole essere stata eretta con soldi provenienti dalla Mafia italo-americana, con l'annessa Torre, fu approvata con il beneplacito del Federale di Napoli, il 9 settembre 1938, sul suolo di un diruto ex convento di San Francesco (detto Casa dei Preti), di un giardino annesso e di due terranei donati, a titolo gratuito, dal sig. Paolino Fino, in Piazza Giordano Bruno. Il Convento fu ceduto dalla Curia di Nola, in cambio del Piccolo Palazzo Marchese Schiava, con annesso terreno che, in seguito, fungeva da Palestra sportiva e Campo di calcio, in via Merliano a Nola. Il palazzo Littorio fu eretto sotto la direzione dell'ing. Francesco Saverio De Sena (1898/1980) e fu inaugurato il 10/9/1940.

La Colonia Elioterapica, ubicata in un primo momento, con il nome di Colonia Solare, in via T. Vitale, nel palazzo E.C.A., fu costruita in via del Seminario ed aperta il 2 agosto 1935, dal Vice Federale di Napoli, avvocato D'Ambrosio; ma la "vera" inaugurazione, con coreografica Cerimonia, avvenne il 19 agosto 1940, con la presenza del Federale di Napoli e di tutte le autorità della Provincia. Nel 1959, per intercessione ed interessamento dell'On. Francesco Napolitano, furono stanziati 113 milioni, per l'ampliamento dell'acquedotto e delle fognature di Nola, e, nello stesso anno, fu installato il centralino per il telefono automatico, consegna effettuata dall'ing. Capo del comune di Nola, Felice Ronga, da un funzionario della SET; mentre il nuovo impianto telefonico automatico fu inaugurato il 27/12/1960, con la rete urbana con il prefisso 93, comprendeva i comuni di: Nola, Saviano, Cimitile e San Paolo Belsito. La teleselezione telefonica entrò in funzione nel giugno del 1961, in tale data fu soppresso il Centralino telefonico pubblico e creato un posto pubblico a gettoni e, più tardi, cabine telefoniche.

Il 15 dicembre 1965 fu aperta l'autostrada Nola/Napoli, mentre l'anno prima (1964), erano stati inaugurati il Nuovo Foro Boario e la Caserma del Vigili del Fuoco (in via Cimitile), ed ancora la Casa della Maternità ed Infanzia (in via Seminario), nell'ottobre del 1965 (la posa della prima pietra ed il progetto erano nel 1961); la casa, con annesso Nido d'Infanzia, si avvaleva dell'assistenza pediatrica ed ostetrica. Più tardi questo Ente insieme alla Colonia Elioterapica passò alla Gioventù Italiana, ma di questa istituzione non abbiamo mai conosciuto le finalità e le attività. Nel 1972, venne inaugurato, dal Ministro Scalfaro (attuale Presidente della Repubblica) il complesso scolastico del liceo/Ginnasio "G. Carducci", in via del seminario, alla presenza del sindaco di Nola Dr. Pietro Mercogliano e del Preside dell'Istituto professore Filippo Tufano.