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ANALISI DEL COMPORTAMENTO MIMICO DEL VOLTO

 

Scienza che studia il riconoscimento delle emozioni, degli atteggiamenti e della personalità attraverso l'analisi della comunicazione del volto, non verbale quindi. Utilizzando tecniche che partono dalla scomposizione dei movimenti in unità d'azione  i decodificatori sono in grado di "leggere il volto e il corpo" un po' come se si trattasse di un libro. Siamo i primi in Italia a utilizzare diverse tecniche al fine di raggiungere un alto grado di affidabilità dell'analisi della comunicazione non verbale: oltre a quelle americane, anche quelle francesi, inglesi e svedesi. Inoltre siamo i primi e unici in Italia ad utilizzare metodi di codifica motorio gestuale professionale con base scientifica. 

Le conoscenze legate all'analisi della comunicazione non verbale del volto e del corpo si sono dimostrate utili in diversi campi e a differenti tipologie di professionisti. Recentemente grazie al telefilm Lie to me sono state divulgate le ricerche e alcune applicazioni pratiche della psicologia delle espressioni facciali.

 

 

Elettromiografia
Sistema di Hjortstjo

Facial Action Coding System
Interpretetion System of Facial Expressions 
Maximaly Discriminative Coding System

BabyFACS

                                 facial action coding system

 

 

Per molti aspetti il volto rappresenta l’area del corpo più importante sul piano espressivo e comunicativo. La mimica facciale lascia trasparire facilmente le proprie emozioni, oltre ad accompagnare e a sostenere il discorso. E’ stato peraltro osservato che il riconoscimento delle emozioni di base attraverso la decodificazione delle espressioni facciali è fondamentalmente lo stesso nelle diverse culture. Un'espressione facciale è un comportamento muscolare, il quale necessita di un perfetto funzionamento neurofisiologico. Incoraggiati dagli scritti di Darwin, ricercatori eminenti hanno sviluppato un insieme di teorie, metodi e prove che nel loro insieme formano il cosiddetto Programma Espressione Facciale. Gli psicologi hanno ampiamente accettato come assioma fondamentale della scienza comportamentale il legame tra le espressioni del volto e le emozioni. In sostanza, l’emozione spiegherebbe il comportamento del volto che sarebbe così un indice oggettivo dell’emozione. Un altro assunto di base molto importante afferma che le emozioni di base sono determinate geneticamente, pertanto esse sono universali e distinte.

Gli studiosi della comunicazione non verbale hanno sviluppato una teoria strettamente legata all’idea delle emozioni base, sulla produzione e sul riconoscimento di espressioni facciali distinte. Quindi hanno sviluppato la teoria di una codifica e una decodifica delle espressioni emozionali del volto. La codifica della comunicazione non verbale significa la descrizione oggettiva dei cambiamenti di aspetto verso la linea base, senza interpretazioni emozionali. La decodifica della comunicazione non verbale consiste nel riconoscimento, e quindi nell’interpretazione da parte dell’interlocutore, di quella configurazione muscolare e del suo significato emozionale.

Sono stati ideati vari metodi per misurare il comportamento del volto. Oltre all’elettromiografia, è stata usata una serie di sistemi “oggettivi” non invasivi basati su cambiamenti d’aspetto dovuti alle contrazioni muscolari

 

 

L’elettromiografia (EMG) rappresenta il modo più oggettivo per misurare il comportamento del volto. Per come viene generalmente applicata, la registrazione EMG facciale comporta l’applicazione di piccoli elettrodi di superficie sui muscoli (o gruppi muscolari) implicati nella modificazione delle sembianze del volto. Gli elettrodi rivelano i potenziali d’azione muscolari aggregati dalle fibre muscolari sottostanti, e il segnale, opportunamente filtrato, ampliato e ripulito dalle irregolarità, viene considerato approssimativamente proporzionale alla forza della contrazione dei muscoli sottostanti. Una delle prime applicazioni di questa tecnica allo studio dell’emozione (Schwartz, Fair, Salt, Mandel e Klerman, 1976) dimostrò che la registrazione dei muscoli corrugatore, frontale, depressore e massetere permetteva di discriminare le condizioni nelle quali i soggetti immaginavano scene che evocavano in loro felicità, tristezza e collera. Quindi una dimostrazione del significato del comportamento non verbale.

L’uso dell’EMG presenta alcuni svantaggi nell'analisi del comportamento non verbale. In primo luogo, si tratta di un metodo invasivo di misurazione del comportamento non verbale: i soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico sono molto sensibili e l’applicazione di elettrodi sul viso potrebbe modificare in modo diretto i loro movimenti facciali. Inoltre, tale metodo attira l’attenzione del soggetto sul volto, la qual cosa, pure, modifica il comportamento.

 

Hjortsjo

I sistemi di codifica “oggettivi” del comportamento non verbale si basano sull’identificazione e la misurazione di unità di comportamento facciale visibili. Alcuni metodi di analisi del comportamento non verbale del volto sono basati sulla riflessione teorica: essi mirano all’identificazione dei pattern di movimento facciale presumibilmente associati a particolari emozioni, quelle cosiddette universali. La prima trattazione sistematica, relativamente completa, delle azioni specifiche di tutti i muscoli facciali per lo studio delle espressioni emozionale è quella offerta da Hjortsjo (1969). Imparando ad attivare volontariamente i suoi stessi muscoli facciali, l’autore ha elaborato una descrizione precisa dei cambiamenti nell’aspetto del volto risultanti dall’azione di ciascun muscolo del viso.

 

Facial Action Coding System

Ekman e Friesen (1978), seguendo il metodo di codifica del comportamento non verbale del volto di Hjortsjo e utilizzando i risultati del suo studio, hanno formalizzato le descrizioni dando vita al Facial Action Coding System (FACS), con l’intento di fornire un sistema completo per descrivere tutti i possibili movimenti facciali distinguibili visivamente. Infatti, a differenza degli altri tre sistemi, il Facial Action Coding System (FACS) (Ekman et al., 1978), classifica tutti i movimenti muscolari del volto. Un prima versione risale al 1971, quando Ekman, Friesen e Tomkins hanno approntato la Facial Affect Scoring Tehnique (FAST), che consiste in 77 descrizioni di sei di tali emozioni. Facial Action Coding System (FACS) è il metodo più completo di misurazione e descrizione dei comportamenti facciali. 

A partire da un'analisi anatomica, si stabilisce come la contrazione di ogni muscolo facciale (da solo o in combinazione con altri) determina dei cambiamenti nella configurazione del volto. Ekman e Friesen (1978), dopo aver esaminato quasi cinquemila videoregistrazioni di diverse espressioni facciali, costruirono un archivio che contemplava ogni movimento muscolare, la sua durata e la sua intensità. Essi associarono le variazioni nell'aspetto osservabile del volto all'azione dei muscoli corrispondenti e crearono uno strumento affidabile per la classificazione dei comportamenti facciali, ovvero per una razionale e scientifica (de)codificazione degli stessi. Quindi un sistema di misurazione del comportamento non verbale.

 

Poiché il Facial Action Coding System (FACS) il metodo più completo, preciso e non invasivo. Il Facial Action Coding System classifica gli spostamenti muscolari nelle Unità d'Azione [o Action Unit; d'ora in poi l'abbreviazione AU]. Ciascuna di esse rappresenta la deformazione attuata da un gruppo di muscoli in modo tale da ottenere una particolare espressione emotiva. Le espressioni emotive, riprese da una videocamera e riprodotte sul computer usando un programma di analisi del comportamento non verbale, vengono suddivise nelle diverse unità d'azione che le compongono.

Nell'ultima versione delFacial Action Coding System (FACS) (Ekman, Friesen, & Hager, 2002) sono descritte 41 Unità d'azione relative ai movimenti del volto e alcune Unità che rendono conto dei cambiamenti nella direzione dello sguardo e nell'orientamento della testa. Il Facial Action Coding System (FACS) permette di codificare l'intensità di ogni Unità d'Azione, con una scala a 5 punti (traccia lieve, marcato, pronunciato, forte, massimo) e la durata, indicando l'inizio, l'apice e la fine di ogni Unità d'Azione. Facial Action Coding System (F.A.C.S.)

Paul Ekman e Vincent W. Friesen hanno elaborato nel 1978 il Facial Action Coding System (F.A.C.S.),  sistema di osservazione e classificazione di tutti i movimenti facciali visibili in riferimento alle loro componenti anatomofisiologiche che sono gli elementi costitutivi delle espressioni del volto. L’ultima versione del sistema è del 2002, in cui si aggiunge un altro autore, Joseph Hager.

Tra i vari sistemi di analisi e misurazioni delle espressioni facciali elaborate fino ad ora il

Facial Action Coding System (FACS), è il più comprensivo, completo e versatile.

Il volto veicola informazioni attraverso quattro classi di segnali e attraverso il Facial Action Coding System (F.A.C.S.) si può classificare i segnali rapidi, variazioni che si configurano sul volto dovute all’attività neuromuscolare e che determinano le vere e proprie espressioni del volto dovute ai cambiamenti d’aspetto della fronte, delle sopraciglia, degli occhi, della bocca e delle labbra. I segnali rapidi sono movimenti che di regola hanno una breve durata, generalmente tra di 250 millesimi di secondo e i cinque secondi. Al fine di fornire un indice specifico per ogni tipo di movimento e di espressione, il Facial Action Coding System (F.A.C.S.) prende in considerazione 41 unità fondamentali denominate da Ekman e Friesen “Unità d’Azione” (Action Unit) che possono dare luogo a più di 10.000 combinazioni possibili. Per ciascuna Unità d’Azione sono descritte nel manuale del Facial Action Coding System (F.A.C.S.) i cambiamenti d’aspetto osservabili sul volto, provocati dalla specifica Unità d’Azione; le  indicazioni su come effettuare quel specifico movimento, come annotare l’intensità dell’unità d’azione.

Il Facial Action Coding System (F.A.C.S.)  è un sistema di osservazione puramente descrittivo, e in quanto tale, non soggetto alla tendenza di attribuire immediatamente un significato interpretativo alle espressioni del volto.

Una limitazione del Facial Action Coding System (F.A.C.S.)  consiste nel prendere in considerazione solo i mutamenti visibili del volto umano, non quelli non osservabili. Si tratta di una esplicita scelta da parte degli autori al fine di una concentrazione su ciò che può essere effettivamente impiegato nella comunicazione non verbale. Il Facial Action Coding System (F.A.C.S.)  infatti, trascura le caratteristiche statiche del volto quali il trucco o l’acconciatura ed espressioni facciali quali il rossore e la sudorazione. Per gli autori andrebbero in questi casi applicate altre metodologie di ricerca.

Facial Action Coding System (F.A.C.S.)

Ekman e Friesen (1978), seguendo il metodo di codifica del comportamento non verbale del volto di Hjortsjo e utilizzando i risultati del suo studio, hanno formalizzato le descrizioni creando così il Facial Action Coding System (FACS).  Un prima versione risale al 1971, quando Ekman, Friesen e Tomkins hanno approntato la Facial Affect Scoring Tehnique (FAST), che consiste in 77 descrizioni di sei di tali emozioni.

 

Tecnica di decodifica delle espressioni facciali, del comportamento non verbale del volto: ISFE

L’interpretazione del significato emozionale di un determinato comportamento del volto può essere effettuata tramite l’utilizzo di  tecniche diverse, come per esempio l’EMFACS e il FACSAID (Ekman et al., 1998) che sono sistemi utili per l’interpretazione delle azioni facciali collegate all'espressione delle emozioni. Entrambi includono un numero di AU più ristretto, ovvero solo le AU che, testate, sono state considerate valide per segnalare la presenza di emozioni primarie.

 Nel 2013 o, ISFE (Interpretation System of Facial Expressions, in corso di pubblicazione), più completa rispetto all’EMFCS/FACSAID. Prende in considerazione emozioni primarie e secondarie, segnali manipolatori, di conversazione e regolatori. I movimenti sono classificati in varie categorie in base all'affidabilità.

 

Maximally Descriptive Facial Movement Coding System (MAX)

Elaborato da Izard (1979) e Izard e Dougherty (1980) hanno prodotto il Maximally Descriptive Facial Movement Coding System (MAX) e il System for Identification of Affect Expression by Holistic Judgment (AFFEX). Questi sistemi descrivono i movimenti del volto relativi alle diverse emozioni. Questo sistema della misurazione del comportamento non verbale è utilizzato soprattutto per analisi delle espressioni dei bambini. L unità di base diMaximally Descriptive Facial Movement Coding System (Max) sono formulate in termini di apparenze ovvero ciò che si verifica sul volto di un soggetto e si riferiscono a otto specifiche emozioni, ad una descrizione dei muscoli che in tali emozioni sono coinvolti. Questa modalità di decodifica, a differenza del sistema Facial action Coding System (FACS), non misura esaustivamente tutte le azioni facciali, ma conteggia solo quei movimenti facciali che Izard correla a una o più delle otto emozioni. Tutte le azioni facciali che MAX specifica sono rilevanti solo per particolari emozioni, che si trovano anche nel dizionario delle predizioni del sistema Facial Action Coding System (FACS).Mentre il Facial Action Coding System (FACS) è solamente 

 

Baby Facial Action Coding System (BabyFACS)

Elaborato da Harriet Oster, adattando il Facial Action Coding System (Ekman&Friesen) al comportamento non verbale del volto dei bambini. Quindi uno strumento atto a codificare le espressioni del volto dei neonati e dei bambini piccoli. Il cui volto presenza caratteristiche differenti. Il Baby F.A.C.S., così come lo strumento di codifica del comportamento non verbale per gli adulti, è il sistema di codifica basato sulla conoscenza dell’anatomia del volto, le cui singole unità d’azione facciali sono definite in termini di contrazioni muscolari. Oster ha individuato alcune unità d’ azione specifiche per bambini, quali ad esempio l’AU 3, corrispondente alla contrazione del solo muscolo corrugatore del sopracciglio, non classificato nel sistema degli adulti.

 

facial action coding system