Mostre sculture in marmo

Recensione Mostra Personale presso Studio arte Mosé di Rovigo

lug 19th, 2013 | Di | Categoria: Critiche d'arte

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Recensione mostra Personale di Matteo Faben presso Studio arte Mosé di Rovigo

Sabato 18 maggio, alle ore 18, presso lo Studio Arte Mosè di Rovigo sarà inaugurata la personale dello scultore Matteo Faben. E’ uno dei pochi forgiatori che dall’inizio alla fine, dall’idea alla forma, scalpella, toglie, incide, leviga la metamorfica roccia calcarea, saccaroide, bianca, cristallina. Faben usa quella di Carrara. E’ il desiderio di mostrare se stesso attraverso il veicolo dei grandi.
E chi meglio di lui oggi può dar prova di un’abilità senza pari nel proporre l’oggetto con la stessa materia dei più illustri. Lo scultore veronese, già esperto a sfruttare il rosso della sua terra, il biancone, la pietra tenera di Vicenza, ha fatto un’inderogabile scelta: solo il marmo di Carrara. E non è un vezzo. Matteo ha praticato le cave toscane già adolescente; la polvere bianca, oleosa al tatto è entrata nei pori; ha capito attraverso lo scalpello la linea di frattura, la vena del colore data dalle inclusioni minerali. Faben, che a soli tredici anni è tra il lastrame di Carrara, ha in seguito la necessità di dare “forma e significato a quello che solo all’inizio era un blocco” informe. Frequenta l’Accademia Cignaroli di Verona; perfeziona il disegno ed il ritratto dal vero.
Alla maniera canoviana mette i punti sul gesso e poi riporta sulla massa di roccia. Mi raccontò che negli schizzi gli era oramai usuale raffigurare il corpo umano nella dimensione reale. Nella ricaduta tridimensionale dell’opera è un figurativo perfezionistico. Nelle sculture di Faben c’è tutto il passato della scultura levigata, liscia al contatto, morbida nelle curve. Ha sposato un sincretismo classico nella forma e odierno nella tematica. Le opere sono in effetti frutto del pensare contemporaneo, con le ingerenze di quella che può essere definita la metafora del vivere quotidiano. “Tutte le volte che mi sono sentito piccolo – afferma – è esplosa dentro di me la voglia di un infinito irraggiungibile”.
E’ la Fede per autoaffermarsi a lasciare una testimonianza della sua Arte. A buon diritto è tra coloro che lasceranno il nome ai posteri; infatti, alcune sue statue campeggiano sugli altari, nei fonti battesimali e nelle piazze. Tra le più recenti sono da ricordare: “La Vergine” nella Chiesa di San Gaetano di Barletta; “Il Fonte Battesimale” nella Chiesa di San Luca di Carrara; “La fontana” nella Piazza del popolo di Casaleone (Verona).
Singolare è comunque il fatto che ogni opera di Matteo è unica e irriproducibile, poiché solo quello è il pezzo di marmo bianco di Carrara e solo quello ha subito le carezze del suo scalpello e la passione della sua forza creativa. La delicatezza delle forme e l’intensità emotiva, esplicate in “Mistero della Fede”, sono chiari esempi del trasporto altamente spirituale dell’0pera di Faben.
La mostra resterà aperta fino al 13 giugno p.v. tutti i giorni feriali dal lunedì al venerdì, dalle 16,30 alle 19,30 , in via Fiume 18 a Rovigo.

A cura di Vincenzo Baratella

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