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India, dove l’omicidio razzista è di casa. Gli studenti protestano: “Impiccate i colpevoli”

A New Delhi, centinaia di studenti hanno protestato per denunciare l’omicidio a sfondo razzista di un giovane ventenne.

 India, dove l'omicidio razzista è di casa. Gli studenti protestano: "Impiccate i colpevoli"Redazione - Sabato è stato giorno di proteste a New Delhi, dove centinaia di studenti provenienti dagli Stati del nord-est hanno protestato per denunciare l'omicidio a sfondo razzista di un giovane dell'Arunachal Pradesh. 

E’ stato ucciso da un negoziante, senza un’apparente motivazione sensata. Un episodio che ha fatto pensare e riemergere il conflitto sociale che, nelle grandi città indiane, ha origine dall’ingiustificata discriminazione verso gli abitanti degli Stati nord-orientali del Paese, con tratti somatici più marcatamente orientali e simili a quelli cinesi.

Così, Nido Tania, studente universitario di 20 anni, è stato picchiato a morte nella capitale da alcuni commercianti che prendevano in giro il suo aspetto. Il giovane si era preso una vacanza dagli studi, che frequentava a Jalandhar, in Punjab.

Era figlio di un deputato dell'assemblea dell'Arunachal Pradesh appartenente al Partito del Congresso.

 In attesa dei risultati dell'autopsia, necessaria per determinare le cause della morte, il ministero dell'Interno ha richiesto alla polizia una relazione dettagliata sul caso.

Venerdì sera la polizia ha arrestato due commercianti e ha avviato un'indagine per omicidio, ma i manifestanti criticano gli agenti sostenendo di non aver fatto abbastanza “a caldo”, ovvero subito dopo la lite di mercoledì.

Di qui, I malumori e la rabbia, esplosa anche e soprattutto con gli slogan sfoggiati sui cartelli dei dimostranti: “Impiccate i colpevoli”, o ancora,  “Perché veniamo trattati come stranieri?”.

Frase, quest’ultima, che oltretutto dimostra come l’abituarsi al razzismo, abbia permesso a tale sentimento di instillarsi nelle menti dei cittadini fino a diventare parte integrante della cultura Indiana. Dove sta scritto infatti, che gli stranieri debbano essere discriminati? 

In ogni caso, una pagina Facebook intitolata “Giustizia per Nido Tania” ha già ottenuto il sostegno di oltre 21.000 utenti

2 febbraio 2014 -

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