Cossiga, quattro lettere
di commiato alle istituzioni

ore 21: la lettera al premier
Il contenuto della lettera inviata da Francesco Cossiga al presidente del Consiglio, ricalca nei contenuti quella inviata al presidente del Senato Renato Schifani, se non per qualche «dettaglio» relativo alle ultime volontà del presidente emerito della Repubblica. È quanto si apprende in ambienti di palazzo Chigi. Secondo quanto riferiscono fonti di governo, la lettera del presidente emerito destinata al premier, sarà divulgata soltanto dopo le esequie, in quanto all’interno della missiva sono contenuti particolari relativi ai funerali che per una questione di riservatezza si è deciso di rendere note solo a esequie avvenute.

ore 19.50: il ricordo del “biografo”: era un uomo solo
Il giornalista Paolo Guzzanti ricorda il suo libro `Cossiga uomo solo´, del 1992: «Era la storia della nostra amicizia, ma sottolineavo la sua solitudine. Da lui - continua Guzzanti - ho imparato che bisogna essere soli nella vita pubblica. Lui era poco amato e molto odiato, ed io ne feci le spese essendo diventato il suo giornalista preferito: cambiavano marciapiede». «I suoi rapporti con i giornalisti? Parlava sempre lui e non era certo facile, ma aveva profetizzato tutto quello che era accaduto e si sa che quando si fanno previsioni la gente per prima cosa prende a sassate chi lo dice. Era odiato da una parte della sinistra ed anche della destra radicale, amava sparigliare sempre. Era molto solo, intorno aveva pochissime persone, ed aveva sofferto moltissimo per la separazione con sua moglie. Ricordo che era andato a piangere per giorni a casa di Carlo De Benedetti in Sardegna quando lei lo lasciò». «Era uomo sentimentale e di forti risentimenti. Una volta - racconta ancora Guzzanti - mi voleva per forza far scrivere che Occhetto era uno zombie con i baffi: io non volli ma allora lo disse al Messaggero, faceva le cose come gli pareva». «L’ultima volta che dovevamo vederci - conclude Guzzanti - è stata una mancata visita: dovevo portargli Sabina per intervistarlo per il film Draquila, un’intervista che poi non si è più fatta per problemi di ritardi nella preparazione del film».

ore 19.45: lettere non personali, ma all’istituzione
Non lettere personali, ma lettere che Francesco Cossiga, a mò di testamento politico, ha voluto scrivere alle Istituzioni. Allo Stato. Le quattro missive che per sua espressa volontà alla sua morte sono state recapitate al presidente della Repubblica, a quelli di Senato e Camera e al presidente del Consiglio, datano tutte infatti ‘’18 settembre 2007 A.D.’’. E se fossero state «personali» dei quattro destinatari solo uno sarebbe ancora in carica: Giorgio Napolitano. Tre anni fa, infatti, a Palazzo Madama sedeva sullo scranno più alto Franco Marini, a Montecitorio, Fausto Bertinotti e a Palazzo Chigi Romano Prodi.

ore 19.40: la lettera a Fini
Ecco il testo della lettera inviata dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga al presidente della Camera Gianfranco Fini. «Signor Presidente -si legge nella lettera- nel momento in cui nella fede cristiana lascio questa vita, il mio pensiero va alla Camera dei deputati, nella quale, per voto del popolo sardo, entrai nel 1958 e fui confermato fino al 1983, anno in cui fui eletto senatore. Fu per me un grandissimo e distinto privilegio far parte del Parlamento nazionale e servire in esso il Popolo, sovrano della nostra Repubblica». «Professo -prosegue Cossiga nella lettera a Fini- la mia fede repubblicana e democratica, da liberaldemocratico, cristianodemocratico, autonomista-riformista per uno Stato costituzionale e di diritto. Professo la mia fede nel Parlamento espressione rappresentativa della sovranità popolare, che è la volontà dei cittadini che nessun limite ha se non nella legge naturale, nei principi democratici, nella tutela delle minoranze religiose, nazionali, linguistiche e politiche». «Ringrazio i parlamentari tutti -conclude- per il concorso che in tutti questi anni hanno dato con l’adesione o con l’opposizione, con l’approvazione o con la critica alla mia opera di politica. A tutti i deputati e a Lei, Signor Presidente, l’augurio di un impegnato lavoro al servizio della libertà, della pace, del progresso del popolo italiano. Dio protegga l’Italia. Con cordiale amicizia, Francesco Cossiga».

ore 19.30: funerali forse a Sassari
Si svolgeranno probabilmente nella parrocchia di San Giuseppe a Sassari e non in quella di San Gabriele a Cheremule, come appreso in un primo momento, i funerali del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. Alla piccola chiesa di Cheremule, indicata come la candidata più probabile ad ospitare le cerimonia funebre a carattere strettamente privato, sarebbe stata alla fine preferita quella della parrocchia dove Cossiga andava sempre a pregare quando si recava a Sassari.

ore 19: la lettera a Napolitano
«Signor Presidente, Le confermo i miei sentimenti di fedeltà alla Repubblica, di devozione alla Nazione, di amore alla Patria, di predilezione della Sardegna, mia nobile Terra di origine», ha scritto Francesco Cossiga nella lettera consegnata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo le sue volontà, dopo la morte. La breve missiva è datata Roma, 18 settembre 2007 A.D.. La lettera di Francesco Cossiga a Napolitano, resa nota dal Quirinale, indirizzata «Signor Presidente della Repubblica Italiana», così prosegue: «Fu per me un grande onore servire immeritatamente e con tanta modestia, ma con animo religioso, con sincera passione civile e con dedizione assoluta, lo Stato italiano e la nostra Patria, nell’ufficio di Presidente della Repubblica. A Lei, quale Capo dello Stato e Rappresentante dell’Unità Nazionale, rivolgo il mio saluto deferente e formulo gli auguri più fervidi di una lunga missione al servizio dell’amato Popolo italiano. Con viva, cordiale e deferente amicizia. Francesco Cossiga».

ore 18.20: «non voglio autorità ai miei funerali»
«Nel mio testamento, ho disposto che le mie esequie abbiano carattere del tutto privato, con esclusione di ogni pubblica onoranza e senza la partecipazione di alcuna autorità»: è quanto scrive Francesco Cossiga nella lettera-testamento inviata al presidente del Senato Renato Schifani e resa pubblica da Palazzo Madama. «Per quanto attiene le onoranze che i costumi e gli usi riservano di solito ai membri ed ex-Presidenti del Senato, agli ex-Presidenti del Consiglio dei Ministri ed agli ex-Presidenti della Repubblica, qualora Ella ed il Governo della Repubblica decidessero di darne luogo - aggiunge - è mia preghiera che ciò avvenga dopo le mie esequie, con le modalità, nei luoghi e nei tempi ritenuti opportuni».

ore 18.15: a Schifani scrive: Iddio protegga l’Italia!
L’ultimo saluto che il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, ha affidato alle lettere inviate alle alte cariche dello Stato, vi è - in quella resa pubblica dal presidente del Senato Schifani - una dedica particolare ai «valorosi ed illustri Senatori» ai quali porge «il mio augurio più fervido di ben servire la Nazione e di ben governare la Repubblica al servizio del Popolo, unico sovrano del nostro Stato democratico. Che Iddio - conclude Cossiga - protegga l’Italia!».

18.10: Berlusconi: piango un amico. Fini: prezioso contributo
Moltissime le reazioni di cordoglio per la scomparsa del presidente emerito, conosciuto come il «picconatore» della prima Repubblica, tra cui quella del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Piango un amico carissimo, affettuoso, generoso. Mi mancheranno il suo affetto, la sua intelligenza, la sua ironia, il suo sostegno», ha detto il premier in una nota. «Ai suoi figli l’impegno della mia vicinanza».

Per il presidente della Camera Gianfranco Fini - il cui ex partito, l’Msi, apprezzò la presidenza del «picconatore» Cossiga - lo scomparso capo dello Stato «ha interpretato con vigore e coerenza i princìpi della Costituzione, fornendo anche un prezioso contributo alla salvaguardia della democrazia nel corso di alcune delle fasi più drammatiche della vita repubblicana dei decenni passati».

ore 17.50: Napolitano: la sua storia merita approfondimenti
«La molteplicità dei contributi che Francesco Cossiga ha dato allo sviluppo della Repubblica anche sul piano delle relazioni internazionali, e la ricostruzione della sua complessa vicenda umana, meritano attenti e obbiettivi approfondimenti che non potranno mancare». È quanto si legge nelle conclusioni del messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

ore 17.15: sono quattro le lettere. La depressione degli ultimi mesi
Per Cossiga niente funerali di Stato, niente picchetti d’onore, niente sfilata di autorità: così come per Sandro Pertini e diversamente da Giovanni Leone, le cui solenni esequie vennero invece celebrate a Santa Maria in Vallicella, conosciuta come Chiesa Nuova, nel cuore del centro storico di Roma. È stato lo stesso senatore a vita a comunicare il suo `no´ alle esequie di Stato con quattro lettere da lui inviate, al segretario generale del Senato Antonio Malaschini invitandolo a trasmetterle alle massime cariche dello Stato. Lettere «personali e riservate», del cui contenuto nulla è trapelato, che sono state recapitate al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti del Senato e della Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini ed al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Missive in cui viene ribadito il rifiuto dei funerali di Stato ma che certamente contengono anche le ultime riflessioni di un politico straordinario che in punto di morte, dopo aver sofferto per mesi di una pesantissima depressione, ha scelto le persone ai vertici delle Istituzioni per inviare un ultimo messaggio al Paese che ha servito: un messaggio che Cossiga avrà espresso con la sua chiarezza di sempre, come al solito in modo il più diretto possibile, senza reticenze e senza peli sulla lingua. Come è sempre stato nello stile dell’uomo che, unico caso del genere nella storia della Repubblica, si è dimesso da ministro dell’Interno dopo l’uccisione di Aldo Moro e che dal Quirinale ha previsto quella che sarebbe stata la fine della Prima Repubblica.

ore 17.10: funerali nela Cheremule (SS)
I funerali del presidente emerito dela Repubblica, Francesco Cossiga, si svolgeranno a Cheremule (Sassari), un piccolo paese del Meilogu. Lo si è appreso da amici di famiglia che hanno spiegato che il presidente era particolarmente affezionato a Cheremule perché vi erano nati i genitori. All’origine della scelta di Cossiga potrebbe aver anche influito il fatto che le dimensioni della chiesa parrocchiale e del sagrato sono tali da favorire il carattere strettamente privato delle esequie, che sarebbe stato espressamente chiesto dal presidente con le lettere inviate alla massime cariche dello Stato.

ore 16.07: Carra (Udc) «Le lettere? Forse consigli»

«Se ci sono dei segreti che Cossiga si è portato con se, forse questo è dovuto principalmente alla sua lunghissima carriera politico-istituzionale». Sono le parole di Enzo Carra, deputato dell’Udc e per lunghi anni dirigente della Democrazia cristiana. Destano curiosità e interesse le missive che il senatore a vita ha lasciato, indirizzandole ai vertici delle istituzioni. «Spero che le lettere che Cossiga ha lasciato più che del passato, parlino del presente. Può anche darsi che Cossiga abbia voluto “storicizzare” alcune parti della sua vita. Ma se devo fare una previsione, credo che egli abbia voluto indicare qualche soluzione e affidare qualche sua personale riflessione indirizzandole ai vertici delle istituzioni».

ore 16.01: Fini riceve una delle tre lettere

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è stato, assieme alle altre alte cariche dello Stato (Napolitano, Schifani e Berlusconi) tra i destinatari delle lettere che il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha lasciato assieme al suo testamento. Le lettere, secondo le disposizioni lasciate dal senatore a vita, sono state già inviate.

ore 15.54: il cordoglio delle istituzioni ecclesiastiche

Papa Benedetto XVI, riferisce la Radio Vaticana, è stato immediatamente informato della notizia della morte di Cossiga. Profondamente addolorato si è raccolto in preghiera. Pochi giorni fa l’arcivescovo Rino Fisichella era stato incaricato dalla segreteria di Stato, a nome del Papa, di informarsi sullo stato di salute dell’ex presidente e si era recato in visita al policlinico di Roma.

ha servito il nostro Paese nei più importanti compiti istituzionali, in momenti assai delicati,

15.43: Il cardinale Angelo Bagnasco «Cossiga servì il Paese in momenti assai delicati».

«Egli ha servito il nostro Paese nei più importanti compiti istituzionali, in momenti assai delicati, sempre consapevole delle proprie responsabilità e attento al perseguimento del bene comune».

ore 15.10: i funerali
I funerali dovrebbero svolgersi in forma privata in Sardegna, probabilmente a Sassari.

ore 15: la camera ardente
La salma del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga viene in questi minuti trasportata dal reparto di rianimazione alla camera mortuaria del Policlinico Gemelli. Domani dalle 10 alle 18 verrà invece predisposta la camera ardente alla Chiesa madre del Gemelli, dove tutti, semplici cittadini e autorità, potranno accedere per omaggiare l’ex Capo dello Stato scomparso.

ore 14.48: le lettere
Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha lasciato un testamento con le sue ultime volontà e tre lettere personali e riservate ai vertici delle istituzioni. Le lettere dell’ex capo dello Stato sono indirizzate al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Senato Renato Schifani e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il testamento dovrebbe contenere le ultime disposizioni di Cossiga rispetto ai suoi funerali.

LA NOTIZIA
È morto poco dopo le 13 il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Le sue condizioni si erano aggravate nella notte.

Cossiga, 82 anni, era ricoverato da lunedì della scorsa settimana al reparto di rianimazione del policlinico Gemelli di Roma.

Il bollettino medico divulgato poco dopo mezzogiorno parlava di condizioni cliniche di estrema gravità: «Nella notte le condizioni del senatore a vita Francesco Cossiga hanno avuto un repentino e drastico peggioramento delle condizioni circolatorie che ha necessitato la ripresa di tutti i supporti vitali. Allo stato attuale il quadro clinico è di estrema gravità».

Nel reparto di Rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma, ad accompagnare le ultime ore di agonia del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, sono stati i figli Giuseppe e Anna Maria, i parenti, gli amici più intimi e gli uomini della scorta, che il presidente chiamava i suoi `angeli custodi´. La famiglia è adesso stretta nel suo dolore.

Il primario Massimo Antonelli, insieme alla sua équipe medica, ha seguito l’ex capo di Stato da lunedì scorso quando Cossiga era stato ricoverato. A provocare il decesso una crisi cardiorespiratoria.

MISTERO SULLE LETTERE
Oltre alle ultime volontà sulle esequie, Francesco Cossiga avrebbe consegnato al segretario generale del Senato, lettere per il presidente della Repubblica, il presidente del Senato e il presidente del Consiglio. Le missive del presidente emerito, a quanto si apprende, sarebbero sigillate e custodite in un plico.

Nel video il celebre discorso di Capodanno del 1991, che durò solo tre minuti, forse il più breve della storia tra quelli pronunciati da un Presidente della Repubblica in circostanze analoghe:

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