Ternana con il Palmeiras per inaugurare il Liberati

Il gioco espresso dalla squadra di Viciani (promossa in A) passò alla storia per uno straordinario possesso palla

giovedì 17 novembre 2011

TERNI - Dall’immagine ormai sfocata del Viale Brin con alle spalle le ciminiere, allora fumanti, dell’Acciaieria, al primo piano del Libero Liberati, con vicino una piscina colpevolmente in disuso da diversi anni. Più di 75 anni di storia calcistica, per raccontare la vita di una città, prevalentemente operaia, i cui abitanti sono creciuti mangiando pane e pallone. Una fede incrollabile verso il doppio colore rosso e verde delle maglie e delle “fere”, vale a dire i protagonisti in campo, di una squadra che ha saputo vivere momenti esaltanti, ma anche deprimenti, sempre, però, all’insegna della dignità.

PRIMA VOLTA - Per l’inaugurazione del Libero Liberati (24 agosto 1969), ma anche per festeggiare la promozione in serie B, venne scomodata la formazione brasiliana del Palmeiras. Un prologo importante a quella che poi, a distanza di quattro anni, sarebbe stata la vera festa, vale a dire la prima promozione nella massima serie di una squadra della piccolissima regione Umbria. Un evento straordinario, ricordato non solo per lo storico traguardo, ma soprattutto perché il calcio del “profeta”, Corrado Viciani, mister gioco corto, segnò una svolta nel modo di stare in campo. Se in quel momento il dato statistico del possesso palla fosse andato di moda, non ci sarebbe stata storia. La palla era costantemente fra i piedi dei giocatori della Ternana, con un fraseggio continuo e mai fine a se stesso. Non c’erano ancora i moduli e la numerazione sul retro delle maglie andava dal numero 1 al numero 11, ma lo spettacolo era ugualmente garantito.

PANCHINE E GIOCATORI ECCELLENTI - Dopo l’emergente Viciani, sulla panchina della Ternana senza troppa fortuna, si accomodarono poi anche Edmondo Fabbri, che aveva guidato la nazionale e Cesare Maldini che ne avrebbe assunta la guida successivamente. A seguire negli anni, Ulivieri, passando poi per Tobia, Clagluna, Del Neri, Cuccureddu, Guerini, Agostinelli, Beretta. E la storia racconta che il rossoverde lo hanno vestito anche il campione del mondo Selvaggi, Longobucco, Garritano, Liguori, Bagnato, Valigi, Di Canio, Agostini, Grandoni, Ricchiuti, D’Amico, Grabbi, Miccoli, Zampagna, Jimenez, Frick, Kharja.

FINE DELL’INCUBO - Dura praticamente dalla stagione 2005, vale a dire dalla retrocessione dalla serie B. I tifosi progressivamente si allontanano in aperto contrasto con una dirigenza improvvisata, che non riesce a gestire neanche l’ordinaria amministrazione. Anni di dura contestazione e di contrasti, anche tra la società e l’Amministrazione Comunale, che arriva anche a chiudere i cancelli in occasione della partita interna contro la Salernitana. Dopo campionati anonimi e salvezze ottenute all’ultimo tuffo, la squadra viene retrocessa appena l’estate scorsa. E’ il momento più basso della storia rossoverde, poi la proprietà decide di fare piazza pulita di chi aveva prodotto solo guasti, si riappropria della Prima Divisione con il ripescaggio, e decide per una gestione all’insegna della normalità. E guarda caso i giocatori tornano a essere fere, i tifosi (quasi settemila nell’ultimo impegno con il Pavia) tornano ad innamorarsi della Ternana. Per capire se è solo un sogno sarà però necessario attendere. Per il momento i ternani hanno ripreso a mangiare pane e pallone.

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