Menu:

Info Turistiche:

Orario di Visita del palazzo ducale di Venzia

dal 1 novembre al 31 marzo
8.30 - 17.30 (biglietteria 8.30 - 16.30)

dal 1 aprile al 31 maggio
8.30 - 18.30 (biglietteria 8.30 - 17.30)

Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietteria

per informazioni sul costo dei biglietti, sulle offerte e sui pacchetti tutto incluso clicca qui

 

città di venezia

Portale Turistico del Comune di Firenzecon informazioni e consigli sulla visita della città clicca qui >>


ministero beni culturali

Ministero dei Beni Culturali. Sul sito è possibile consultare informazioni, mostre e percorsi.
clicca qui >>

Link sponsorizzati:

Palazzo Ducale di Venezia: il simbolo della città

palazzo ducale venezia insieme

I lavori di costruzione del Palazzo Ducale di Venezia furono avviati su iniziativa del doge Angelo Partecipazio, in seguito al trasferimento della sede del ducato dal borgo di Malamocco a Venezia nel 812.

Link Sponsorizzati:

Fondazione Musei Civici Veneziani

musei venezia

Sul sito è possibile trovare tante informazioni sui principali musei di venezia, compreso il Palazzo Ducale di Venezia.

 

links:

 

Scala dei Giganti - Palazzo Ducale di Venezia

Link Sponsorizzati:

 

La scala dei Giganti collega il cortile agli interni del palazzo, conducendo direttamente al primo piano della Loggia. Progettata dall’architetto Antonio Rizzo fu ultimata nel 1491.

Scala dei Giganti

La Scala era il luogo di incoronazione dei Dogi, e fu lo stesso luogo in cui venne eseguita la condanna del doge Falier, reo di aver cospirato contro la Repubblica. Ai lati sono poste due grandi statue raffiguranti Marte e Nettuno, ed è proprio da questi due “giganti” che prende il nome la scala.

Il cerimoniale dell’incoronazione del doge prevedeva che quest’ultimo salisse sulla sommità della Scala, dove riceveva il corno ducale, cioè il berretto del doge, dal consigliere più anziano mentre il più giovane consegnva la la cuffietta bianca e recitava la formula “Accipe coronam ducalem ducatus Venetiarum”. Successivamente il nuovo doge pronunciava la “Promissione Ducale”, ovvero il giuramento di fedeltà alla Repubblica e di rispetto della costituzione. Infine, il doge procedeva fino al terzo arco della loggia per presentarsi al popolo.

La scalinata in stile rinascimentale, presenta trenta diversi incisi per ogni gradino, mentre sul corrimano sono rappresentante scene di vita quotidiana.

marte scala dei gigantiAlla sommità si ergono le due statue scolpite da Jacopo Sansovino: Marte, il dio della guerra, e Nettuno il dio dei mari.

La scelta di rappresentare i due Dei dell’Olimpo ha un significato ben preciso, Nettuno, infatti indica la superiorità commerciale e militare di Venezia sui mari. Marte invece rappresenta sia la flotta militare sia l’esercito terrestre. Il Doge, durante l’incoronazione, appariva per la prima volta popolo veneziano tra le due statue.

La statua di Marte è rappresentata dall’elmo e dallo scudo, mentre Nettuno lo si riconosce dal delfino posizionato alla base, entrambe con la gamba posizionata in avanti per imprimere un senso di movimento, il primo con la sinistra, ed il secondo con la destra. Alte quasi 4 metri, notiamo il volto di Nettuno che osserva Marte, infatti si può ricavare un significato da tale posizione: per il commercio marino è necessario l’appoggio e la protezione della marina militare contro i pirati o contro i nemici della Repubblica.

Alla sommità della Scala dei Giganti è possibile ammirare un grande arco che funge da varco alla stessa, la cui costruzione iniziò con il ducato di Andrea Gritti e si concluse con quello di Francesco Veniero, sullo stesso, infatti, è possibile osservare gli stemmi di entrambe le casate e al centro il Leone di San Marco.

scala d'oroSalita la Scala dei Giganti il visitatore trova dinnanzi a sé la l’iscrizione dedicata ad Enrico III, re di Francia, scolpita da Alessandro Vittoria. Sempre sullo stesso livello della loggia, è presente una targa commemorativa realizzata in occasione del nono congresso degli scienziati italiani radunati a Palazzo Ducale nella metà dell’800.

Scala d'Oro

Dalla Scala dei Giganti si accede alla Scala d’Oro, realizzata da Sansovino, il cui nome si deve alla volta decorata con stucchi dorati. Alla scala serve da varco un grande arco opera dello Scarpagnino, ai cui lati ergono due colonne sormontate dalle statue di Ercole e di Atlante scolpite da Tiziano Apetti. Entrambe simboleggiano la saggezza e la sapienza necessarie agli uomini di stato.

Scala d'OroLa costruzione della Scala ebbe luogo durante i dogadi di Lorenzo e Girolamo Priuli, che regnarono, il primo dal 1556 al 1559, ed il secondo fino al 1567, ed i cui stemmi sono visibili nell’arco interno d’ingresso alla scala, tuttavia la costruzione dell’opera continuò sino al dogado di Sebastiano Veniero, il cui scudo gentilizio è posto sui basamenti dell’ultimo ramo.

La scala è costituita da cinque rampe, la prima conta venti gradini, e sulla prima rampa si apre un pianerottolo alla cui sinistra è posta una porta alla quale si accede ad uno stanzioni, in cui si spogliano gli scudieri del doge durante le guardie, mentre a destra si accedere ad un’ulteriore rampa alla galleria. La terza rampa conta diciotto gradini e sul pianerottolo, sulla sinistra si apre una porta che conduce alla Sala dello Scudo.

Le volte della scala sono ricche di stucchi ornamentali e dorati, che circondano affreschi, sulla prima e sulla seconda rampa, gli stucchi sono disposti in linea retta, dividono lo spazio in sette parti per ogni lato tramite degli stucchi intrecciati con fiori e frutti e stretti da nastri, sono presenti teste dorate di filosofi, oratori e condottieri
I tre settori al centro recano, il primo ed il terzo, in entrambe le volte, ed in candido stucco sopra un campo dorato, figure simboliche, come la Legge, la Storia, la Politica e la Religione: mentre l’affresco al centro, nella prima volta, simboleggia la Natura seduta, con tre Genii, allusivi alle Grazie, per le quali la stessa Natura si veste di fiori nell'aprile, d'ariste in estate, e di fruita in autunno; nella seconda, Giove seduto, coi medesimi tre Genii al suo lato; emblema del potere da lui esercitato siccome supremo signore dell'orbe, del mare, della terra e degli inferi.

Gli altri sei grandi comparti a lato s’adornano di affreschi e rappresentazioni simboliche, come la Nautica, l'Architettura navale, l’Amore, il Tempo, Giove e Giunone; Ulisse che parte dall'isola di Circe per volere degli dei, Enea che giunge in Italia, ecc.