US Open - Cilic annulla Berdych ed è in semifinale

Un anno dopo la controversa squalifica per doping e rigenerato dalla "cura" Ivanisevic, Marin Cilic torna all'apice della sua carriera battendo Tomas Berdych 6-2, 6-4, 7-6 (4) per rientrare fra i migliori quattro di uno slam dove mancava dagli Australian Open 2010

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US Open - Cilic annulla Berdych ed è in semifinale
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US Open 2014, Quarter Final, Marin Cilic (AP/LaPresse)

Fra Big Server e grandi colpitori o si fa alla svelta o si va a oltranza, ma oggi, tra il numero 14 Marin Cilic e Tomas Berdych sesta testa di serie degli US Open, registriamo un gap smisurato a favore del meno quotato, risorto dopo il drugs-ban della scorsa estate (croato squalificato 9 mesi, poi ridotti a 6, per positività al nikethamide) e riplasmato nel servizio da coach Ivanisevic per non sprecare alla battuta nemmeno un centimetro dei suoi quasi due metri di altezza. E fra i contorni della disfatta ceca, i meriti del nuovo Cilic sfumano nelle colpe di un impreciso, falloso e ingenuo Berdych, protagonista suo malgrado di uno dei match più incompleti della sua carriera.

La storia del primo set è molto semplice e il primo game non potrebbe essere più emblematico: serve Berdych con due doppi falli e altrettanti errori diretti. Il ceco non c’è, è lento in uscita dal servizio e lontano dai migliori appoggi, serve meno della metà di prime in campo, la seconda (così piatta) è docile e cede 3 game in 28 minuti. E non sarà la seconda partita a rigenerare Berdych che perde ancora la battuta in apertura e rischia oltremodo sull’1-3 esponendosi al secondo break con il quinto doppio fallo. Anche Cilic in questa fase sbaglia qualcosa in termini di rally, ma i suoi game scorrono via veloci e per tre volte consecutive a zero: sono infatti esponenziali i miglioramenti del croato al servizio (con coach Ivanisevic non potrebbe essere altrimenti…), ma anche le sue accelerazioni di dritto e l’anticipo bimane sui cambi lungolinea. Dopo un’ora di gioco, Berdych deve salvare un’altra palla break e poi arrendersi ad altri 3 ace di Cilic nell’ultimo game del secondo set: 6-2, 6-4.

Terzo set: una magia di Cilic a rete, in volée bassa, cancella una palla break in apertura, il croato fa però 2 doppi falli ai vantaggi e Berdych serve a zero (3-0). Marin rinsavisce, ma in questa fase lo schema "servizio e regalo” del ceco si trasforma nel più familiare servizio e vincente fino al tilt del settimo game... Berdych recupera in corsa un punto provvidenziale ma la palla è rimbalzata due volte: Tomas è contrariato e discute a lungo con il giudice di sedia sprecando il resto del game con frustrati gratuiti (da trenta pari) e il conseguente break di vantaggio. Dal suo canto, Cilic completa la rimonta con altri 3 ace in un game e un bellissimo punto in drop-shot più volée in contropiede (4-4) per il tie-break decisivo dopo 2 ore di gioco. Il croato non lo inizia bene (0/2) ma ancora una volta, con il minimo dispendio, si ritrova a girare su 4/2 e servire per il match dopo il diciannovesimo ace di una partita perfetta: manca l'ultimo vincente, quelli di Berdych si sono intanto affossati tutti in rete.

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