Napoli, un' altra rivoluzione
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Napoli, un' altra rivoluzione

Pubblicato nell'edizione del 10 febbraio 1998

Juliano nuovo direttore generale, silurato Galeone, in panchina torna Montefusco E' durato piu' di dodici anni l' esilio di Juliano dal Napoli. Gli e' stato offerto un contratto triennale. " E' uno che sa farsi rispettare, duro come me " ha detto Ferlaino

----------------------------------------------------------------- Dopo la batosta di Empoli, Ferlaino richiama un simbolo del passato Napoli, un'altra rivoluzione Juliano nuovo direttore generale, silurato Galeone, in panchina torna Montefusco E' durato piu' di dodici anni l'esilio di Juliano dal Napoli. Gli e' stato offerto un contratto triennale. "E' uno che sa farsi rispettare, duro come me" ha detto Ferlaino NAPOLI - Il contatto, domenica notte. Quando, dopo la disfatta di Empoli, Corrado Ferlaino ha bussato alla porta di casa Juliano, offrendogli la carica di direttore generale del Napoli, spiegando anche la sua intenzione di esonerare Galeone e affidare la panchina a Vincenzo Montefusco. Non si parlavano da una vita, l'ingegnere e l'antica bandiera del Napoli. Da quando, nel 1985, Ferlaino decise di sollevare Juliano dallo stesso incarico offertogli l'altro ieri. Una brutta botta per uno che l'anno prima aveva condotto l'estenuante trattativa Maradona. Sentendosi tradito, si ritiro' dall'attivita'. Come Cincinnato, era convinto che prima o poi ci sarebbe stato bisogno di lui, nel Napoli. Piu' di 12 anni e' durato l'esilio. Poi Ferlaino ha tirato fuori quest'ultima carta. Contratto triennale, con opzione per l'eventuale rinnovo. Ma Juliano ha spiegato : "Nel contratto non e' previsto alcuno stipendio per il 3o anno. Nell'ipotesi che il Napoli retroceda, il mio compito sara' di riportarlo in A in una sola stagione. In caso contrario, avrei fallito il mio compito". Ieri mattina, a Soccavo, la presentazione ufficiale. L'ennesima, quest'anno. Al fianco di Gian Marco Innocenti, amministratore unico, c'era lo stesso ingegnere. Ferlaino e Juliano, i due "nemici storici", seduti uno al fianco dell'altro. "Due persone legate dall'amore per il Napoli", ha detto il primo. Che ha aggiunto: "Juliano e' uno che sa farsi rispettare, duro come me. Per questo i nostri rapporti sono sempre stati difficili. Due caratteri forti possono avere incomprensioni. Se sono intelligenti e discretamente educati, le superano. Preciso che la scelta e' stata meditata da me e dall'avvocato Innocenti, non fatta di corsa o sull'onda dei risultati negativi ma come un tassello importante in una ricostruzione che avra' altri sviluppi". E Juliano: "Nessun imbarazzo nel tornare a lavorare con Ferlaino". Ci saranno parecchi siparietti gustosi, tra i due. Come quando l'ingegnere ha detto: "Juliano lavorera' 15 ore al giorno" e Antonio ha ribattuto: "Me vulite accidere?". O quando, alla domanda se avesse riacquistato la stima in Ferlaino, Juliano ha risposto: "Diciamo che sia io sia lui ci siamo dati un pizzico sulla pancia, pensando al bene del Napoli": un modo di dire partenopeo che sottintende un'azione fatta con sacrificio. Infine, quando il nuovo d.g. insisteva a chiamare Ferlaino presidente, carica da lui non piu' ricoperta da parecchi anni. E l'imprenditore, ridendo: "Mi chiami ingegnere, visto che mi sono "pigliato" una laurea". NAPOLETANITA' - E' un particolare su quale Juliano ha molto insistito. "Sono stato chiamato perche' figlio di questa citta'. Ero molto amareggiato per l'andamento della squadra. Montefusco guidera' fino alla fine della stagione e magari anche oltre. Anche la sua scelta e' un tassello. Sono qui per lavorare, dimostrare che anche i napoletani sanno fare le cose perbene. Andro' in panchina, come dirigente accompagnatore, al fianco del tecnico. E' stata finora un'annata disgraziatissima. Bisogna concluderla con dignita'. Ma nessuno ha la bacchetta magica per cambiare le cose. Ai nostri meravigliosi tifosi non possiamo chiedere altro. Ma se vorranno continuare a seguirci, gliene saremo grati". RETROCESSIONE -"Solo la matematica non ci condanna. Ma restiamo coi piedi a terra. In 19 partite, 7 punti: come pensare di poterne fare 30 nelle 25 che mancano? I miracoli possono sempre esserci ma non mi piace vivere di illusioni. Ma non lasceremo nulla di intentato. E per questo occorrera' che tutti diano il massimo. Perche' sono pagati per questo. E bisognera' dare un taglio netto col passato. L'esperienza della B? Il calcio non cambia. Un giocatore e' buono o mediocre. Il mio compito e' fare le valutazioni per affrontare il presente e specialmente il futuro. Non bisognera' sbagliare, senno' siamo tutti fottuti. Ho sempre detto che il Napoli e' ricorso a me nei momenti difficili. I fatti lo comfermano. Del resto, mi piace il rischio. Se preferisco la zona o la marcatura a uomo? Giochino anche a rincorrersi, se serve a far risultato". E Ferlaino: "Il coinvolgimento di Juliano parte dalla precisa volonta' di riformare la societa'. Penso che questa squadra non sia inferiore a molte altre. C'e' stato un crollo verticale e il Napoli non s'e' piu' ritrovato: un problema non solo tecnico. E' chi comanda che sbaglia. Il Napoli e' mio, io sono il responsabile. Avessi pensato gia' a Natale alla soluzione Juliano - Montefusco, forse non ci troveremmo in questa situazione. Per il resto, in citta' ci sono molti disposti a dare una mano. Le prospettive sono interessanti, anche in caso di retrocessione". MARADONA E BAGNI - E' stato quasi brutale, Juliano, sull'argomento. "Nessuno meglio di me, che contribuii al suo acquisto, sa quanto sia stato grande Maradona. Oggi non riesce a risolvere i propri problemi. Come potrebbe risolvere quelli del Napoli? A Bagni parlero' domani (oggi, ndr.). Non so se accettera' di restare. Non mi auguro niente. Ha la massima liberta'. Bagni e' conoscitore di calcio, specie internazionale. Cosa che non collima con le nostre attuali aspirazioni. Se non troveremo una soluzione, ci sara' un taglio e basta. Continueremo a guardare avanti". ----------------------------------------------------------------- Ma stavolta c'e' un piano I sorrisi di Corrado Ferlaino e le battute in dialetto di Antonio Juliano all'indomani della disfatta di Empoli: incredibile, se non fossero segnali ben precisi. Nelle intenzioni dell'ingegnere comincia un nuovo corso, nel Napoli. Un cammino fatto, quanto meno, di chiarezza. Ne e' testimone la durata del contratto che lega il neo direttore generale: 3 stagioni, tutto il tempo non solo di andare in B, se proprio i fatti dovessero condannare la squadra, ma anche il suo ritorno in A. Davanti ai taccuini e alle telecamere, s'e' riformata ieri un'alleanza che pareva sepolta per sempre. Solo i tifosi piu' romantici potevano sognare il rientro nel Napoli di Ferlaino di un personaggio difficile, presuntuoso, arrogante ma anche onesto e dalla irreprensibile dirittura morale come Juliano. I due non si sono mai amati. L'ingegnere ha dovuto piu' volte sopportare l'ex bandiera del Napoli, con la riserva di liberarsene appena possibile. Juliano sapeva benissimo come stavano le cose e non lasciava correre nulla per mettere in discussione l'autorita' del suo datore di lavoro, scatenandone la gelosia. Nessuno puo' escludere che la situazione non possa ripetersi. Con una differenza fondamentale: tutt'e due hanno un obiettivo ben preciso, quello di riportare al piu' presto il Napoli tra le grandi. Per una volta, insomma, Juliano non pare solo uno scudo in difesa e un alter ego da cui difendersi, ma un collaboratore con cui fare insieme un bel tratto di strada. ----------------------------------------------------------------- Nizzola: "Adesso deve rilanciarsi" VIAREGGIO - Un'altra rivoluzione a Napoli. Il presidente della federcalcio Nizzola osserva: "La classifica della squadra partenopea e' veramente precaria. Corrado Ferlaino, dopo aver risanato il Napoli dal punto di vista economico, ora dovra' rilanciare la sua creatura a livello sportivo". ----------------------------------------------------------------- Maradona a Napoli merito suo Juliano, allora d.g., fece il grande affare ma, sostituito poi da Allodi, non si gusto' i trionfi. Prese anche Krol. E da giocatore e' stato un simbolo STORIA DEL FIGLIOL PRODIGO Tra una settimana Antonio Juliano festeggera' 35 anni di carriera. Ne sono passati tanti dal 17 febbraio del '63. Contro l'Inter al San Paolo, lui appariva in calzoncini. E il Napoli si smarriva nel buio d'una sconfitta (1 - 5) e d'una retrocessione che diventa realta' tre mesi dopo. Insomma, sa cos'e' la B, il Cavaliere di San Giovanni a Teduccio, l'uomo dei tanti record napoletani. Le presenze, per cominciare. Complessivamente, ne ha messe insieme con la maglia napoletana poco meno di 700, nel giro di 15 anni. La sua prima rete giunge proprio in B, nel maggio del '64. La vittima e' la Pro Patria, squadra celebre tanto tempo fa. Quel giorno, del Napoli attuale e' nato solo Di Fusco. E non ha ancora tre anni. Juliano e' un ragazzino che cresce in fretta. Napoletano della periferia, ma dentro tutt'altro che pulcinella e putipu'. Parla poco, d ha la straordinaria capacita' d'imporsi sugli altri. Leader, si dice oggi. Ecco, lui e' un leader. Capitano d'una squadra che nel '65, nuovamente in A, risorge comprando Sivori e Altafini. Senza averne il passato, sa mettersi sulle spalle anche i miti del Sudamerica, anche Ottavio Bianchi ed Enzo Montefusco, centrocampisti al suo fianco di quel Napoli. Affronta i presidenti litigando e parlando di quattrini. Per conto di tutti. Del resto, il ruolo di cui e' capace in campo e' lo specchio di un carattere. Dispone degli altri con quel destro che sa essere violento e preciso, e che procura un paio di gol all'anno. Nel '68, mentre l'Italia che ha la sua eta' scende in piazza contro la Polizia, lui e' in nazionale da un paio d'anni, voluto da Edmondo Fabbri. Debutta al 1' del secondo tempo di Italia - Austria, a Milano. Non diverra', com'e' abituato, una figura dominante (ha davanti Bulgarelli, e piu' tardi De Sisti), ma e' nel gruppo che (con Valcareggi) fa suo l'Europeo contro la Jugoslavia. Lui c'e' nell'1 - 1 della prima partita all'Olimpico, non nel 2 - 0 dello spareggio. Ma il trionfo e' anche suo, ed e' suo il titolo di Cavaliere che il Presidente della Repubblica, Saragat, conferisce agli azzurri. Nel '75 s'illude che il grande sogno di vincere col Napoli e' vicino. Anzi... Vinicio. L'allenatore brasiliano s'inventa la zona, anzi il calcio totale, come all'epoca dicono, e fanno gli olandesi. Il Napoli tallona la Juve in classifica. Sfiora anche la vittoria, al Comunale. Juliano pareggia il gol di Causio. Poi nel finale entra Altafini, e indossa la leggenda di "core 'ngrato". La sua storia di calciatore sta esaurendosi. Ha una coda amara, nell'estate del '78: Ferlaino sceglie Di Marzio, uno che spiega al vecchio capitano che potrebbe tenerlo spesso accanto a se' in panchina. No, inaccettabile. E allora, incredibilmente, Juliano vola a Bologna. Torna appena due anni dopo. Da direttore generale, come ieri. "Se volete - dice ai napoletani - non abbonatevi. Prima, giudicateci". Intanto adocchia Krol, emigrato in Canada. Lo vuole, lo prende. Si ritrova, cinque domeniche prima che finisca il campionato, al fianco di Juve e Roma. Primo. Ma chiude terzo, deluso ancora dalla Juve. Ancora una stagione, poi lascia. Il Napoli si sgonfia, ridimensionato da un periodo buio. Juliano rientra e annuncia Dirceu: "Garantisco una squadra dignitosa, solo questo". Le bugie non gli piacciono, e poi non e' ai napoletani che le racconterebbe. In effetti, quel Napoli esibisce, al massimo decoro. Nulla piu'. Ma e' la vigilia del colpo del secolo. Juliano annusa i dissidi tra Maradona e Barcellona. Si insinua nella bega e porta a Napoli l'argentino. Bagni e' un affare simile. Litiga con Pellegrini e l'Inter. Juliano, 4 miliardi sull'unghia, lo fa suo. La squadra, Ferlaino, sono gonfi d'entusiasmo. Sta nascendo il Napoli piu' forte di sempre, quello che tre anni dopo comincera' a vincere. Juliano, di tutto cio', potra' godersi poco o nulla. Va via nell'estate dell'85, sostituito da Allodi. Da allora, l'esilio. ----------------------------------------------------------------- Montefusco fa il duro: "Ora si lotta" "Toccato il fondo, voglio un Napoli che prosegua a testa alta. Tenteremo il possibile, ma e' chiaro che penseremo al futuro. Saremo un laboratorio" IL NEOTECNICO NAPOLI - Si fa vivo a Soccavo quando Juliano ha gia' rilasciato le sue dichiarazioni. Col suo nuovo diggi', l'uomo che lo ha voluto in panchina, chiacchiera in privato per una mezz'oretta. Poi si presentano nella saletta trofei. Ed e' gia' Juliano che presenta il neotecnico: "Da questo momento Vincenzo Montefusco assume la responsabilita' tecnica della prima squadra. Ha tutto l'appoggio della societa'. Io stesso saro' vicino alla squadra". Montefusco, al fianco del suo compagno d'un tempo, ha un sorriso riconoscente: "E' importante - dice - tanta attenzione della dirigenza. Del resto, per me e Juliano questo ruolo ha un valore non solo professionale, ma anche sentimentale". Gli capito' la missione finale pure un anno fa. Decisamente meno disperata: "Ma noi - chiarisce Juliano - non siamo mica qui a chiedere la salvezza. Quella sarebbe un miracolo". "Un anno fa - aggiunge Montefusco - tutto pareva fatto di tarallucci e vino. Poi ci accorgemmo che in realta' i guai erano serissimi. Mi fu affidato il compito della salvezza. E lo portammo a termine. Ora la situazione e' diversa. Tenteremo tutto quello che si puo', ma e' chiaro che a questo punto diventiamo anche un piccolo laboratorio. Possiamo pensare al futuro piu' lontano. Il Napoli resta un grande club, e vogliamo che per i giocatori questa maglia sia un traguardo. Ora dobbiamo capire chi puo' meritarla pure in seguito e chi invece deve scegliersi altre strade. Per il momento, pero', visto che s'e' toccato il fondo, vogliamo un Napoli che prosegua a testa alta. Non diro' di picchiare gli avversari, altrimenti mi squalificano prima di cominciare. Ma voglio gente che lotta. I giovani? In fondo, se Longo e' in serie A oltre che alle sue qualita' lo deve a me. Certo, io i giovani del Napoli li conosco. E poi da adesso non sara' trascurato nulla". Non c'e' ombra di ritiri, nella conferenza del Napoli piu' napoletana di sempre. Ma andavate d'accordo, con Juliano, quando giocavate insieme? "Per l'amor del cielo. Mai". E il diggi' sorride: "Ma in campo io davo gli ordini. Lui eseguiva". ----------------------------------------------------------------- Sono 6 i tecnici gia' saltati in A Galeone e' il sesto allenatore che salta in A. Il Napoli ne ha cambiati 4: Mutti per Mazzone; Mazzone per Galeone; Galeone per Montefusco (e' la prima volta che su una panchina di serie A siedono 4 allenatori diversi). Alla Samp, Cesar Menotti per Boskov. E al Brescia Materazzi ha lasciato il posto, dimettendosi, a Ferrario. Da ricordare anche che a campionato non ancora iniziato l'allenatore del Brescia Reja era stato sostituito da Giuseppe Materazzi. L'abbandono di Prandelli alla guida del Lecce e' storia recente: al suo posto c'e' ora Pereni. ----------------------------------------------------------------- Galeone: "Qui aspettano i miracoli" "La societa' non ha programmazione, esonerandomi ora dimostra i suoi limiti" - "La squadra? Spaccata. Bravi ragazzi ma senza personalita" - "Pensare che rinunciai al miliardo del Perugia per 350 milioni" L'ALLENATORE ESONERATO NAPOLI - Giovanni Galeone non ha risparmiato critiche alla societa' e alla squadra. Il suo commento all'esonero e' abbastanza duro: "Sarebbe stato piu' giusto se fosse arrivato dopo la sconfitta col Brescia. Adesso, lo ritengo strategicamente sbagliato. Di sicuro, non mi sento una vittima sacrificale. Se la societa' mi ha esonerato per trovare un caprio espiatorio a tutta la vicenda, allora ha dimostrato tutti i suoi limiti. Le responsabilita' non sono soltanto mie, ma anche di Ferlaino, Innocenti, Pavarese e Bagni. Insieme avremmo dovuto affrontare il Vicenza, mercoledi' sera (domani ndr). La mia sensazione e' che non ci sia mai stata una programmazione. "Il fatto che a meta' stagione siano stati gia' cambiati quattro allenatori ne e' la dimostrazione. Qui si barcamenano tutti, aspettando che San Gennaro si decida a fare il miracolo. Errori? Si', quello di non aver compreso il significato delle dimissioni di Carletto Mazzone. Sono state un segnale. Purtroppo noi allenatori abbiamo sempre la presunzione di poter raggiungere traguardi che altri non hanno mai raggiunto. Ma io avevo una gran voglia di fare qualcosa d'importante. E la salvezza del Napoli lo sarebbe stato. Ecco, ci credevo quando ho accettato. La squadra? Ha dei limiti in tutti i sensi. Il suo encefalogramma e' piatto. Ci troviamo dinanzi a un collettivo che dinanzi alla prima avversita' scompare, non sa reagire. Coi giocatori ho avuto un buon rapporto, ma spesso non mi hanno capito. Il Napoli e' la squadra che mi ha fatto lavorare di piu', ha avuto difficolta' a seguirmi. "L'ambiente? Ci sono problemi all'interno. Lo spogliatoio e' spaccato. Si sono formati diversi gruppetti ben definiti con mentalita' diverse. Ci sono divergenze tra i napoletani e gli altri. Anch'io ho avuto dei nemici all'interno dello spogliatoio, dove non ci sono elementi carismatici. Nessuno e' in grado di prendere per mano il resto del gruppo. Sono tutti bravi ragazzi, ma senza personalita'. La societa'? Non ci illudiamo. Il Napoli e' soltanto Ferlaino. E' lui che decide tutto, anche i ritiri. Pensavo che con Bagni si defilasse, che gli cedesse il potere organizzativo. Invece, sapete tutti come e' andata. Peccato. E pensare che per allenare il Napoli ho rinunciato al miliardo che mi doveva il Perugia in cambio dei 350 che mi ha offerto l'ingegnere". ----------------------------------------------------------------- Bagni: "Ma io non mi dimetto" NAPOLI - Appuntamento fra Juliano e Bagni alle 15.30, a Soccavo. Dovranno stabilire quali mansioni potrebbe ricoprire Bagni dopo la svolta. E' certo che non ci saranno dimissioni. "Non vedo perche' - spiega Bagni -. Sarebbe come ammettere di avere responsabilita', cosa assolutamente non vera. Non ho colpe per quanto e' accaduto. Inoltre, scappar via non fa parte della mia mentalita'. Quindi, ho intenzione di rispettare fino alla fine il mio contratto". Negli accordi, era previsto che Bagni dedicasse due giorni alla settimana al Napoli. "Venendo per parlare con Juliano e restando mercoledi', il mio mandato settimanale si esaurisce". Poi aggiunge: "Con Juliano ho sempre avuto un ottimo rapporto. Vedro' cos'ha da dirmi e tirero' le somme".

Pastore Rosario, Affinita Gustavo, Malfitano Mimmo© RIPRODUZIONE RISERVATA
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