Filmato di presentazione del Consorzio Turistico Gorizia e Isontino

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DA GORIZIA ALL'IMPERO OTTOMANO-ANTONIO LASCIAC ARCHITETTO Dal 29 settembre 2006 al 4 febbraio 2007.

DA GORIZIA ALL’IMPERO OTTOMANO – ANTONIO LASCIAC ARCHITETTO

 

Una importante mostra quella che si presenta a Gorizia nel Palazzo Attems-Petzenstein dal 29 settembre 2006 al 4 febbraio 2007 sull’architetto Antonio Lasciac, che, ancora una volta, ha voluto evidenziare il particolare rapporto esistente tra architettura e fotografia costantemente presente nei progetti espositivi ed editoriali nonché nelle collezioni museali del Museo Alinari. L’esposizione “Da Gorizia all’Impero ottomano. Antonio Lasciac architetto. Fotografie dalle Collezioni Alinari” è realizzata da Alinari in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Provincia e il Comune di Gorizia, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

Antonio Lasciac, (1856-1946) architetto e ingegnere, poeta e musicista, uomo di grande ingegno, personaggio spesso dimenticato che ha lasciato una traccia indelebile del suo operato, un patrimonio di opere architettoniche non solo a Gorizia ma anche in parecchie capitali e città dell’oriente, soprattutto in Egitto. A sessanta anni dalla sua morte cresce un rinnovato interesse intorno al suo operato. Una vita intensissima, ricca di soddisfazioni, ma anche segnata da avversità, ingiustificate incomprensioni e lutti familiari. Sono 160 le immagini esposte, per lo più inedite, tratte da tre preziosi album custoditi da Alinari, che costituiscono il più ricco repertorio disponibile che illustra, documenta e porta a conoscenza il percorso professionale dell’architetto Goriziano in occasione dei 150 anni della sua nascita e i 60 dalla morte. La mostra e il catalogo edito da Alinari sono curati da Ezio Godoli con testi di Silvia Bianco e Marco Chiozza.

Dopo il conseguimento della laurea nel Politecnico di Vienna, l’attività dell’architetto Antonio Lasciac (Gorizia, 1856 - Il Cairo, 1946) si è svolta prevalentemente in Egitto, prima dal 1883 al 1888 ad Alessandria, dove ha dato un importante contributo alla ricostruzione del centro ‘europeo’ della città distrutto dal bombardamento inglese del 1882, poi dal 1895 al Cairo, dopo una parentesi italiana segnata da infruttuosi tentativi di inserimento nell’ambiente professionale di Napoli e di Roma. Al Cairo la carriera dell’architetto friulano, favorita dal sostegno di committenti influenti che appartenevano all’aristocrazia o erano membri del governo egiziano, è stata tra l’altro coronata dalla carica prestigiosa di architetto dei palazzi kediviali, ricoperta dal 1907 al 1914. Il notevole sviluppo degli studi sull’orientalismo, ha richiamato l’attenzione di studiosi di diversi paesi su Lasciac e in particolare su quella parte della sua opera che ha imboccato la strada dell’elaborazione di una architettura in stile arabo moderno per l’Egitto, utilizzando forme del repertorio islamico con un rigore filologico commisurato all’appartenenza alle tradizioni locali delle tipologie edilizie alle quali esse venivano applicate. Grazie a questo nucleo di progetti e realizzazioni, che rappresentavano tuttavia una porzione largamente minoritaria in termini quantitativi della sua produzione egiziana, Lasciac è stato riconosciuto come una figura di punta del gruppo di architetti europei, impegnato a proporre un’architettura moderna radicata nelle tradizioni islamiche locali. La rilevanza storica di questa azione culturale è legata al contributo, non marginale, che essa ha dato nel trasmettere alle élites intellettuali e politiche egiziane, con le quali gli architetti europei erano in contatto, un’idea occidentale di ‘nazione’, destinata a divenire un importante motore ideologico nello sviluppo del nazionalismo arabo.

La pubblicazione e l’esposizione dei tre album della collezione Alinari, è un importante apporto ad una migliore conoscenza dell’architettura di Lasciac, perché costituisce il più ricco repertorio disponibile d’immagini fotografiche, in buona parte inedite, e documenta quarantuno opere, tra cui figurano anche alcuni progetti finora ignoti. Con utili integrazioni di conoscenze, queste 160 fotografie, arricchite da preziose (anche se non sempre precise) annotazioni autografe dell’architetto, consentono di dipanare alcuni fili conduttori di un complesso percorso professionale caratterizzato da diverse mutazioni stilistiche, tra le quali si insinuano anche aperture ai richiami della modernità, pur nel quadro di un prevalente arroccamento nell’eclettismo storicista.

Non si tratta ancora dell’opera completa di Lasciac, impresa di notevole difficoltà per la perdita di materiali documentari e la loro disseminazione tra una miriade di archivi pubblici e privati non sempre accessibili. Ma quella che viene consegnata ai visitatori della mostra e agli studiosi è la più ampia selezione delle architetture ritenute dall’autore le più rappresentative della sua produzione: un documento quindi di eccezionale interesse, destinato a divenire un passaggio non eludibile, un punto di partenza per futuri studi che aspirino a delineare un bilancio non largamente lacunoso dell’opera dell’architetto di Gorizia.

 

Con il contributo di:

Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia;

Con il sostegno di:

APT - Azienda Provinciale Trasporti di Gorizia;

Con il patrocinio di:

Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Gorizia;

 

Musei Provinciali di Gorizia

Palazzo Attems-Petzenstein

Piazza De Amicis, 2

29 settembre 2006 – 4 febbraio 2007

Orario di apertura: dalle 9 alle 19, ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura;

Chiuso: lunedì e 31 dicembre 2006;

Aperto: 8 e 26 dicembre 2006, 6 gennaio 2007; 25 dicembre 2006 e 1 gennaio 2007 ore 15-19.

 

Ufficio stampa Alinari – Rosa Manno:

tel. 055.2395207

fax 055.2395230

rosa@alinari.it

 

Informazioni e prenotazione visite guidate e laboratori didattici

tel. 0481.547541.547499

fax 0481.531798

musei@provincia.gorizia.it

www.provincia.gorizia.it

 

Ingresso: intero 6,00 € ridotto 4,00 €, gratuito per i bambini sino ai sei anni

Con visita guidata (su prenotazione): intero 8,00 € ridotto 6,00 €

Gruppi scolastici: Ingresso 2,00 € cad.

Visita guidata: 2,00 € cad.

Visita guidata e laboratorio didattico: 3,00 € cad.

 

Ingresso gratuito ai Musei Provinciali di Gorizia ogni prima domenica del mese.

 

 

 



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