Dintorni

"A mio nonno Pietro"

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi"
Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto.

 

Conoscete e amate le bellezze di San Mauro Castelverde

Questo spazio è dedicato esclusivamente all'immagine, il prestigio, la cultura, la storia, le arti, le tradizioni per la città di San Mauro Castelverde, " Il Paese dei nidi delle aquile" come lo ha definito lo storico locale Mauro Turrisi Grifeo.
Nel cuore del Parco delle Madonie,  a 105 chilometri da Palermo, su un monte famoso per gli straordinari scorci panoramici, è l'ultimo paese della Provincia di Palermo procedendo verso Messina.
Il suo territorio molto vasto, 11419 ettari, si estende dal Mar Tirreno fino ai 1346 metri di Timpa del Grillo sui Nebrodi o in gergo locale "Pizzu di tri finaiti" poiché nella zona si uniscono tre importanti feudi di San Mauro: Gallina, Salemi e Colombo.
Il territorio ha una forma romboidale irregolare, con il lato più piccolo a mare, l'altro definito dal Fiume Pollina e gli altri due dalle montagne dei Nebrodi. Il territorio, quasi totalmente montuoso, confina con i comuni di Pollina, Castelbuono, Geraci Siculo, Castel di Lucio, Pettineo e Tusa.  Nei dintorni, l'autunno è la stagione ideale ricca di ghiotte occasioni per un'accoppiata di degustazione Vino -  Olio.
Un'altra caratteristica del paesaggio maurino è la presenza di numerosi boschi, nel corso del 800 erano numerosi quelli naturali che ricoprivano buona parte della superficie del territorio maurino, come quelli dei feudi di Sallemi, Buonanotte, Karsa, Ogliastro, Palminteri, Badia, Cappuccini, Tiberio e Cirritello.
Il centro abitato è situato a 1100 m. s.l.m., la sua altezza unita alla presenza della spiaggia, conferisce a San Mauro il primato nazionale di paese di alto in Italia con uno sbocco a mare.
Il paese madonita presenta una compatta struttura medioevale dell'impianto viario che si articola tra anguste strade e vicoli per la maggio parte non carrozzabili e a causa degli inverni rigidi, nel centro storico sono presenti numerosi archi che servono ancora oggi alle persone per ripararsi durante le piogge.
San Mauro Castelverde è la porta orientale del Parco delle Madonie; per capire la maestosità del suo panorama, il punto migliore di osservazione è quello dei ruderi del castello di origine arabo-normanno, da dove si apre un panorama a trecentosessantagradi:
Nebrodi a Est, Madonie e i comuni di Castelbuono e Isnello ad Ovest, i paesi di Gangi e Geraci Siculo a Sud, le isole Eolie, Pollina, la rocca di Cefalù e, in alcune giornate di agosto quando il cielo è terso, anche il faro di Ustica a Nord.  
La strada provinciale che dalla costa conduce fino all'abitato di San Mauro Castelverde, è degno prologo della piacevolezza non solo dell'ambiente circostante il paese - caratterizzato da folte macchie di ginestre, olivi, roverelle, lecci - ma anche dallo stesso centro urbano, piccolo e raccolto integro nel suo aspetto medievale.

CENNI STORICI

Sebbene alcuni storici locali abbiamo indicato nel VIII-VII secolo avanti Cristo la fondazione del primo insediamento in questo luogo, le prime notizie certe risalgono al periodo bizantino.
Anche in epoca araba vi furono di certo dei piccoli borghi, dei casali secondo l'usanza saracena, così come testimonia la persistenza di molti toponimi di sicura origine islamica.
Il castello venne realizzato nel 1196, e questa è peraltro la prima data certa a cui si può fare risalire la storia di San Mauro. Secondo una tradizione locale, il maniero fu realizzato per opera di un nobile francese, Pietro Verde, cacciato da Carlo Magno dal suo paese e riparato in Sicilia. Qui avrebbe acquistato un apprezzamento boschivo per stabilire la propria nuova residenza, detta appunto "Castello Verde".
La storia di San Mauro ricalca a grandi linee quella dei borghi vicini, essendo passata nel corso dei secoli dall'una all'altra famiglia aristocratica. Con i Ventimiglia, tuttavia, signori dell'intero territorio a partire dal Basso Medioevo, il rapporto fu sempre conflittuale e di costoro i maurini non furono mai vassalli.

MONUMENTI

I ruderi del padiglione di caccia dei Ventimiglia, fuori dal centro urbano, e quelli del castello del XII secolo, testimoniano la presenza in paese di una potente aristocrazia.
Meglio conservati sono, però, gli edifici sacri. La Chiesa Madre, intitolata a San Giorgio, patrono dei Normanni, si caratterizza dall'esterno per il campanile dalla caratteristica linea arabo-normanna. All'interno si custodiscono un'icona marmorea di scuola gaginiana (1514), un sarcofago con le spoglie di Santa Vittoria, martire protocristiana, e un polittico del XV secolo. All'interno della Chiesa Madre è custodito l'ostensorio dei Papi, Reliquario con un frammento ligneo della vera Croce, reliquia certificata da bolla papale di Alessandro VII Chigi. Il Reliquario viene usato durante i riti del Venerdì Santo e in altre funzioni religiose.

Nella parte bassa del paese si visita Santa Maria de Francis, costruita nel XIII secolo su una struttura preesistente e affiancata da un'interessante torre campanaria del XVII secolo. Anche questa custodisce un notevole patrimoni artistico tra le cui opere spiccano: un'icona marmorea del 1522, la statua attribuita a Domenico Gagini raffigurante la Madonna del Soccorso (1480), una fonte battesimale di Antonello Gagini (1531), nonché i resti di un polittico ligneo del quattrocento di scuola senese, raffigurante la Vergine col Bambino.

La Chiesa di San Mauro, intitolata al Patrono di cui custodisce all'interno al "vara" una sorta di tempietto a otto colonne contornato da puttini e sormontato dalla statuetta dell'Immacolata, al cui interno il Santo è raffigurato assiso su un trono), venne realizzato inglobando le strutture di tre Chiese preesistenti nel Seicento (di una di esse si possono ancora vedere l'abside e il pavimento originario). Da notare, all'esterno, la cuspide del campanile, ricoperta di pietre colorate, mentre all'interno si ammirano la statua marmorea della Madonna dell'Udienza (1477) e il dipinto settecentesco che raffigura San Benedetto da Norcia.

Il Monastero della Catena o Badia è annesso a una Chiesa cinquecentesca: nella cripta di quest'ultima si possono ancora vedere gli avanzi di un precedente edificio sacro, forse del duecento, in cui si conservano affreschi che illustrano episodi biblici e un originale pavimento in terracotta, realizzato con una tecnica molto particolare utilizzando mattonelle circolari.

Fa parte del patrimonio monumentale di San Mauro anche l'antichissima Chiesa di Santa Maria dei Tracchi, nelle vicinanze della quale, in Contrada San Gregorio, si può notare un masso che, secondo la leggenda, porta impressa l'orma del ginocchio di San Gregorio Magno che qui si inginocchiò durante il suo viaggio in Sicilia.
Da vedere, infine, anche il Teatro (nell'omonima via), realizzato nel 1875 e restaurato negli anni novanta. Vi si possono sistemare duecento spettatori, vi vengono rappresentati gli spettacoli di compagnie locali e non. Sul frontespizio è realizzato un monumento raffigurante un cavallo alato di Vanni Quadrio donato dalla signora Rosalia Ragonese.

TRADIZIONE E FOLKLORE

Particolarmente suggestiva, è la Pasqua; si articola in alcuni momenti religiosi e sociali particolarmente significativi: La Domenica delle Palme, La Cena del Giovedì Santo, 'a Visaria (Via Crucis) del Venerdì Santo, 'a scinnuta dà Cruci.
La Processione della Domenica delle Palme si snoda lungo un antico percorso urbano segnalato da majoliche murali che rappresentano le varie stazioni della Via Crucis. La Cena ('a zzènna) è una funzione religiosa che si svolge la sera del Giovedì Santo nella Chiesa di San Giorgio: è la Sacra rappresentazione più suggestiva dell'intera Settimana Santa. Sulla tavola imbandita dai Confrati del SS. Sacramento sono presenti i cibi che non solo rappresentano la morte e la resurrezione di Cristo, ma hanno anche un significato legato ai riti propiziatori pagani per il risveglio della natura: lattuga, pane, finocchio, agnello pasquale, minnulicchi. I cibi vengono divisi ai confrati nel corso di una cerimonia solenne, e da costoro verranno donati a vicini, parenti, ecc.
Il venerdì si svolgono due processioni: una al mattino - 'a Visaria - una vera e propria sacra rappresentazione - e una al pomeriggio (quest'ultima include anche un momento strettamente penitenziale, nella Chiesa di San Giorgio). Vengono offerti in questa occasione i lavuriteri, germogli di chicchi di grano, lenticchie e altro che vengono sistemati in ciotole durante la Quaresima e fatti sviluppare nel buio.
La festa patronale in onore di San Mauro si svolge in forma solenne in luglio: il primo martedì del mese, la domenica e il lunedì che lo precedono e la domenica successiva. Il primo martedì di luglio la processione della grande vara, trasportata in spalla da quaranta persone, si snoda dalla Chiesa del Patrono fino a quella di San Giorgio; per l'ottava invece ci si sposta nel Piano San Mauro, per la benedizione dei campi. Ci sono processioni anche negli altri due giorni, con i confrati in tipici costumi, le bande musicali, ecc.
Interessante anche l'antica festa, il 15 agosto, in onore della Madonna Assunta: con l'aiuto di particolare marchingegni, viene simulata, all'interno della Chiesa di Santa Maria de Francis, l'assunzione della Vergine.
Infine, a ricordo delle tradizioni paesane, viene organizzata in agosto "Tradizioni e Memorie", che prevede l'allestimento di una mostra di costumi tipici, uno spettacolo "dei mestieri" e degustazione di cibi tipici.

L'AMBIENTE NATURALE

L'escursione più interessante dell'intero territorio è quello alle Gole del Fiume Pollina, le cosiddette Gole di Tiberio - sito Geopark con il supporto dell'Unesco.
Si trovano nel fiume Pollina a 80 m. s.l.m. tra i comuni di San Mauro Castelverde e Castelbuono, nel Parco delle Madonie. Le Gole prendono il nome dalla borgata di Tiberio, un casale del Comune di San Mauro dalle nobili origini, ex feudo della casata dei Ventimiglia, Conti di Geraci Siculo.  Non ci sono riferimenti storici sicuri, ma nella cultura locale si tramanda che nella zona dell'attuale borgata maurina chiamata Tiberio, fosse presente una villa romana. La figura dell'Imperatore Tiberio, che regnò dal 14 al 37 D.C., associata alle Gole, fa venire in mente il suo amore per l'acqua e per le terme. Probabilmente i nobili romani proprietari della villa vollero intitolare le Gole all'imperatore Tiberio, per il suo amore per il luoghi d'acqua.  
Vi invitiamo a visitare la bellezza eterna delle gole che, nello stesso tempo diventa effimera e sfuggente.
Gli anziani del posto raccontano della presenza di una grotta nelle Gole in cui è conservato il tesoro dei Briganti Maurini, che la tradizione locale vuole sia sottoposto all'incantesimo da truatura. Volete sapere come ci si può appropriare dell'enorme ricchezza? Visitate le Gole e vi sarà spiegato come sciogliere l'incantesimo!  I Briganti utilizzavano le grotte come nascondiglio e luogo ideale per conservare al sicuro il bottino. Il percorso verso le grotte era conosciuto solo da pochi malandrini, una decina in tutto, e per tenerlo segreto, quando venivano ospitate altre persone esse venivano bendate. La caverna, distribuita su tre piani, era conosciuta da tutta la popolazione e gli abitanti sapevano che vivevano i Briganti, ma nessuno mai ebbe il coraggio di avvicinarsi.
Alla scoperta di un mondo primordiale ancora integro e ben conservato: dai fossili di gasteropode a U Miricu e U Mostru, il guardiano delle Gole. Dalla sensazione di benessere dopo un bagno rinfrescante al corpo che diventa leggero come una piuma quando si è trasportati controcorrente dal vento, dallo stupore per i giochi di luce ad una determinata ora del giorno al fascino delle leggende che danno un'anima immortale a questi luoghi.

All'interno del sito è presente anche un percorso sensoriale, aree attrezzate,  vari itinerari e discese rafting sul Fiume Pollina.

     

ARTIGIANATO

Un tempo gli artigiani erano assai numerosi a San Mauro, ciascuno di loro specializzato in una particolare attività. Oggi, purtroppo, gli antichi maestri si sono perlopiù perduti: sono ancora presenti, tuttavia, artigiani che lavorano il ferro e il legno e donne che si tramandano le difficile tecniche del ricamo.

PRODOTTI TIPICI

I prodotti tipici di San Mauro sono legati soprattutto alla zootecnia - gli animali vengono ancora allevati secondo sistemi tradizionali, e in questo modo vengono incontro alle più severe esigenze di genuinità che oggi dominano il mercato - e all'agricoltura. Carni, formaggi, olio extravergine di oliva (quest'ultimo particolarmente apprezzato) sono i prodotti principali. Tra i piatti tipici ricordiamo la pasta carni e milinciani (con carne e melanzane), lacertu mmuttunatu ( arrosto di vitello ripieno), sosizza maurina arrustuta supra ù luci (salsiccia arrosto), pani friscu ccu l'uegliu (pane caldo condito con un filo d'olio), favi squarati (fave lesse), pizza all'antica ccu i pumudamuri sicchi, 'utumazzu duru e a sosizza sciutta (con pomodori secchi, formaggio tuma stagionato e salsiccia secca).

In definitiva, un posto che dovete visitare insieme alle Vostre Famiglie che dista ad un'ora di autostrada da Palermo!
E' a vostra disposizione materiale turistico informativo e personale qualificato. Inoltre potrete ricevere informazioni relative ad eventi, manifestazioni artistiche e culturali ed alla realtà museale cittadina. 

COME ARRIVARE

Dall'autostrada A19 Palermo-Messina, uscire a Castelbuono e immettersi sulla statale tirrenica 113. Successivamente, dopo Finale di Pollina, deviare sulla SP52.

Dall'autostrada A20 Palermo-Catania, uscita Tre Monzelli, e statale 120 in direzione Gangi. Dopo quest'ultimo paese, bivio per la SP 60 (SP52bis).

TRADIZIONI E MANIFESTAZIONI DA RICORDARE

  • 15 Gennaio:  Festa di San Mauro Abate
  • Pasqua: (Giovedì Santo-Ultima Cena, Venerdi Santo-Visària, processione del Cristo morto, ”Scinnùta da’
  • Cruci”)
  • 1°Maggio: Festa dei lavoratori C.da S.Giuseppe
  • Maggio: Corpus Domini (altari  e infiorata)
  • 1°Martedi di luglio, domenica e lunedì precedenti, domenica successiva: Festa solenne del Patrono S.Mauro Abate (‘a Fèra).
  • 15 Agosto:  “Acchianata da’ Madonna”( Sacra rappresentazione dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo) Chiesa di Santa Maria de’Francis.
  • Settembre: Sagra della capra bollita

DA NON PERDERE

Visita alle Gole di Tiberio - Si organizzano escursioni guidate su prenotazione a cura dell'Associazione Sportiva Madonie Outdoo

Visita guidata all'Uliveto San Francesco e ad un Frantoio

Visita guidata nel Centro Abitato, a cura dell'Ufficio Turistico del Comune di San Mauro Castelverde Biblioteca Comunale tel.0921 675044- 0921674083, fax comune 0921 674386 Mail: comune@comune.sanmaurocastelverde.pa.it Referente: Matteo Mazzola

Degustazione dei prodotti tipici

DOVE MANGIARE

Il Borgovecchio                                                                                       
Via Vitt.Emanuele III n.2 tel.330272620

Ristorante La Posada
www.laposadaristorante.com
C.da Karsa,tel.0921 674097

DOVE DORMIRE

In allestimento

 

Per approfondimento, segnaliamo:

- La Sicilia dell'Ottocento prigioniera dei briganti maurini - di Giovanni Nicolosi - Pietro Vittorietti Edizioni

- Un cuntu - di Giovanni Nicolosi - Edizione Anteprima 2006, Palermo

- Nìnghili, Nìnghili. La tradizione orale di San Mauro Castelverde - di Giovanni Nicolosi - Edizione Fotograf 2008, Palermo

- Gole di Tiberio - di Giovanni Nicolosi - Guida Escursionistica

 

Un particolare e sentito ringraziamento a:

Elvira Macaione

Giovanni Nicolosi

Amministrazione Comunale di San Mauro Castelverde

Ente Parco delle Madonie

per la sensibilità dimostrata nell'accompagnare questa iniziativa e per avere sposato la mia idea di fare conoscere il territorio di San Mauro Castelverde.

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