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Corriere della Sera

le nuove regole

portieri, anche i piedi hanno le ali

piu' allenato, piu' attento, piu' partecipe: e' il n. 1 il vero leader l' infortunato Pagliuca e Zenga i migliori Tacconi e Savorani le vittime di stagione le pagelle di un anno

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ A RUOLI ROVESCIATI . LE NUOVE REGOLE HANNO CAMBIATO ALLENAMENTI E CONVINZIONI ANTICHISSIME TITOLO: Portieri, anche i piedi hanno le ali Piu' allenato, piu' attento, piu' partecipe: e' il n.1 il vero leader - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Due anni fa perse l' immunita' che troppo spesso sconfinava nell' impunita' : atterrando l' attaccante lanciato a rete, non importa se dentro o fuori l' area di rigore, scattava anche per lui come per qualsiasi altro difensore il cartellino rosso. Dallo scorso anno gli hanno limitato l' uso delle mani: sul retropassaggio di un compagno puo' giocare la palla soltanto con i piedi. Dalla stagione prossima gli applicheranno il conta passi: un massimo di quattro falcate, cinque se particolarmente rapide dal punto in cui ha effettuato la parata per liberarsi del pallone. Dura la vita del portiere da quando e' entrato nel mirino della Fifa. Dura soprattutto nell' anno appena concluso perche' nel primo e nel terzo caso si e' trattato e si trattera' di perdere vecchie e brutte abitudini, l' uscita a valanga sull' uomo anziche' sul pallone, l' eccesso di tempi morti tra la parata e il rinvio: corretta e piu' severa applicazione di norme gia' esistenti, non norme nuove. Ma il secondo ha comportato una vera e propria rivoluzione tecnica e tattica nel modo di interpretare il ruolo: e gli 858 gol messi a segno nel campionato di serie A, 161 in piu' rispetto al precedente, dimostrano che l' assimilazione della novita' e la messa a punto delle contromisure hanno ampi margini di miglioramento. Pur senza dimenticare, per la verita' , che l' incremento maggiore di gol si e' registrato nelle prime giornate di campionato e poi pian piano gli effetti dell' inedito divieto di marcia indietro sono andati attenuandosi. Ma com' e' cambiato il ruolo? E che cosa ha potuto, anzi dovuto fare, il portiere per limitare le conseguenze di una regola che gli e' in partenza dichiaratamente, filosoficamente ostile essendo stata introdotta con l' intento di propiziare piu' situazioni di pericolo e quindi piu' gol? Molto semplicemente, dopo qualche resistenza iniziale, si e' convinto di dover lavorare di piu' . Per migliorare, attraverso l' allenamento, dal punto di vista atletico, tecnico e tattico. ATLETICO . I portieri da 60 sigarette al giorno appartengono al passato. Da statica che era, la corretta interpretazione del ruolo e' diventata nettamente piu' dinamica. Il portiere necessita di fondo, perche' il suo movimento teso a mantenere le distanze con i compagni della difesa e a offrirsi nelle situazioni di pericolo dev' essere continuo; ma soprattutto di velocita' , perche' da uno scatto prolungato in avanti a neutralizzare un fuorigioco sbagliato puo' dipendere un risultato, ne' piu' ne' meno che da un sensazionale tuffo all' incrocio dei pali. TECNICO . Al passato appartengono anche i portieri con i piedi di gesso che dal fondo rinviavano di punta. Buona parte del tempo che sino a un anno fa era dedicato all' uso delle mani viene adesso impiegato nella cura dei cosiddetti fondamentali. Quindi stop, con l' uno e con l' altro piede, controllo a seguire, passaggio in sicurezza con l' interno del piede, calcio a tutta forza di collo con pallone in movimento, rinvio a lato il piu' lontano possibile dall' area, alla maniera della touche rugbistica. TATTICO . In archivio anche l' epoca del portiere appoggiato al palo a godersi una partita che, fuori dalla sua area, non lo riguardava. Oggi il portiere deve sentirsi coinvolto e pienamente partecipe. Se il pallone e' in possesso dei suoi difensori deve smarcarsi e offrirsi, perche' a patto di saper calciare al volo correttamente puo' rappresentare una soluzione in piu' ; se il pallone e' invece agli avversari, dev' essere il suo senso tattico . per l' appunto . a suggerirgli il piazzamento migliore, senza dimenticare che dalle nuove norme sono stati penalizzati a loro volta anche i difensori che se sparacchiano a lato beccano fischi e se vanno sull' uomo cartellini. Rossi. A prima vista penalizzante, dunque, la nuova norma ha in realta' rivalutato la figura del portiere facendone un leader della squadra. Non solo. Ha finito anche per creare alla categoria nuovi posti di lavoro: se fino a ieri era soltanto consigliabile inserire nello staff tecnico un preparatore di portieri, oggi questa figura e' diventata indispensabile. E chi meglio di un ex portiere puo' curare l' allenamento a un ruolo cosi' complesso? Ma i benefici maggiori li ha avuti il pubblico. Piu' emozioni, piu' gol. E piu' calcio: perche' i 6 7 minuti . in media . che sino a un anno fa trascorrevano in surplace e comodi passaggi all' indietro sono diventati fonte di emozioni, magari di papere, ma in fondo di spettacolo. Calano i tempi morti nel pallone di oggi e caleranno sempre piu' in quello del futuro. Potrebbe essere una soluzione, fisiologica, per depurarlo dagli spot che lo inquinano. Gigi Garanzini ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ TITOLO: L' infortunato Pagliuca e Zenga i migliori Tacconi e Savorani le vittime di stagione LE PAGELLE DI UN ANNO - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Tra le "vittime" della nuova norma la piu' illustre e' senz' altro Marchegiani. Miglior portiere della stagione precedente, promosso da Sacchi titolare in maglia azzurra, l' ex numero uno del Torino si e' praticamente fermato a Cagliari, la sera della clamorosa papera contro la Svizzera: retropassaggio, evitabilissimo, di Costacurta, goffo tentativo di aggiramento in dribbling di un attaccante avversario, palla persa e gol a porta vuota. Da quello choc, costatogli anche il posto di titolare in nazionale, Marchegiani non si e' mai completamente ripreso tanto che nelle classifiche di rendimento stagionale il suo nome non figura tra i primi dieci. Meglio Pagliuca, molto spavaldo nell' interpretare il ruolo di libero aggiunto alle spalle della difesa a zona della Sampdoria, ma con qualche intemperanza di troppo. Clamoroso il perdono accordatogli da Fabricatore per un atterramento di Raducioiu nella partita col Brescia del 24 gennaio. Pagliuca stese nettamente il romeno, l' arbitro anziche' espellerlo decretando il rigore se la cavo' con un corner. Non cavandosela pero' a fine stagione, visto che Casarin ne ha decretato il prepensionamento. Eccellente la stagione di Zenga con una sola concessione alla nuova norma, l' espulsione di Ancona per un' uscita travolgente su Agostini: ma il retropassaggio di Ferri si fermo' su una pozzanghera. Alti e bassi per Peruzzi, e non solo tra i pali. Addirittura un elegante dribbling su Van Basten in JuventusMilan, ma anche un clamoroso stop sbagliato e conseguente rigore su Riedle in LazioJuventus. Tra i lisci piu' clamorosi del campionato, memorabile quello del sampdoriano Nuciari a Foggia costato lo 01, non molto meno plateale quello di Galli in uscita su Van Basten in NapoliMilan. Ottimi e abbondanti quelli di Savorani, il portiere del Pescara che Galeone impietosamente defini' "un optional". Altra vittima della nuova norma il brasiliano Taffarel, troppo spregiudicato nell' interpretazione del ruolo. Un eccesso di confidenza a Bergamo, alla prima giornata, gli costo' prima l' espulsione e da li' a poco il posto a vantaggio di Ballotta, meno moderno ma certamente piu' sobrio. Bravo Ielpo, ma scarsamente giudicabile dal punto di vista innovativo per l' impostazione difensiva rigidamente tradizionale del Cagliari, discreto Cervone, in caduta libera Tacconi giubilato gia' in avvio di stagione a vantaggio di un non trascendentale Spagnulo. Meglio del previsto il milanista Rossi che alla nuova norma ha comunque pagato dazio con un liscio incredibile su retropassaggio di Baresi: per sua fortuna e' accaduto in amichevole a Tenerife, per sua sfortuna alle reti Fininvest nulla sfugge di quanto attiene al pianeta Milan. Meglio Orsi di Fiori alla Lazio, molto peggio Cusin di Landucci a Brescia, disastrosamente in parita' il derby fiorentino tra Mareggini e Mannini. Infine Mancini, che resta l' unico "Higuita de noantri" tanto spavaldo e perfino sicuro negli interventi piu' difficili quanto incerto e poco rassicurante nell' ordinaria amministrazione. Abituato com' era a giocar piu' fuori che dentro l' area la nuova norma non l' ha certo turbato: ma non e' detto che con un portiere piu' normale, il Foggia sarebbe andato due anni di fila in Coppa Uefa. g. g.

Garanzini Gigi

Pagina 29
(28 giugno 1993) - Corriere della Sera

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