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Corriere della Sera

Cuore e batticuore, la Juve e' regina

Segna Ravanelli, replica Litmanen: poi e' maratona e il mito Ajax si sbriciola ai rigori

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ TITOLO: Cuore e batticuore, la Juve e' regina Segna Ravanelli, replica Litmanen: poi e' maratona e il mito Ajax si sbriciola ai rigori All' Olimpico e' trionfo bianconero Dopo una lunga battaglia con gli olandesi la squadra di Lippi conquista la Coppa dei campioni inseguita per undici anni - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ROMA . Ogni misura e' stata colmata. Colmata l' attesa, colmata la fatica, colmato perfino il dolore della notte di Bruxelles. Finalmente Juve, dopo undici anni e solo dopo 120 minuti e otto calci di rigore. Con Ravanelli in gol nel primo tempo, ha vinto Peruzzi, che ha parato due tiri dagli undici metri e ha vinto la Juve proletaria e periferica, che se l' e' sentita di giocarsi la Coppa dei campioni ai calci di rigore, attraverso i piedi di Ferrara, Pessotto, Padovano e Jugovic. Una grande palpitazione non determina sempre un grande successo, ma l' entusiasmo traboccante della notte romana fa una doverosa eccezione. Due italiane l' anno prossimo in Champions League, l' Inter recuperata per la Coppa Uefa e nella massima competizione, ancora l' Ajax, che ha consegnato il trofeo ai bianconeri, pur senza perdere il confronto. La partita, subito, al 13' , e' la mischia gioiosa juventina che non riesce a placcare Ravanelli dopo il gol. Suo, completamente, quanto a intuizione. Ma, soprattutto, inquinato da un doppio errore difensivo di Frank De Boer (corto il suo tocco di testa all' indietro) e di Van Der Sar, uscito come in preda a uno dei suoi rari black out agonistici. Il frutto che Ravanelli coglie in pieno sembra comunque cadere proprio dall' albero del pressing, non a caso indicato come una delle tante chiavi del successo. Nessun giocatore che non si fosse trovato li' , e quindi che non avesse applicato il pressing in maniera esasperata, avrebbe potuto capire quanto i due olandesi stavano per combinare. Invece Ravanelli c' e' ed e' anche abile a piazzarla di misura, quella palla, perche' da dove Ravanelli tira, la luce della porta si restringe a una fessura. Dopo che Ravanelli ha consumato la propria corsa matta, quasi di una disperatissima gioia sotto la curva bianconera, l' Ajax ha la reazione calvinista che ci si aspetta. La Juve corre il rischio di essere raggiunta attraverso tanto splendore organizzativo gia' al 21' (Litmanen Finidi Musampa da un capo all' altro del terreno). Invece, l' Ajax la riprende effettivamente sul seguito di un calcio di punizione, una delle specificita' olandesi: Peruzzi ha ragione a mettere i pugni su Frank De Boer, solo che ribatte corto. E poi, a palla rimessa nell' area piccola, Vierchowod ha una colpa (tenere in gioco Litmanen) e una sfortuna (incespicare). Il finlandese e' li' e riapre la partita. Eppure tre minuti prima la Juve aveva avuto l' opportunita' di scappar via, ma Deschamps avrebbe dovuto fare un passo in piu' . Purtroppo non ci voleva l' uscita di Conte (botta a una coscia), mentre sarebbe servita dall' inizio l' inclusione di Di Livio per Sousa. Quando accade, al 57' , non solo l' Ajax ha gia' pareggiato, ma l' intero quadro tattico e' sostanzialmente modificato: Van Gaal ha tolto Musampa inserendo Kluivert che diventa punta centrale. Kanu scala a mezzodestro di centrocampo, mentre Ronald De Boer diventa punta esterna di sinistra, al posto di Musampa. Anche nei cambi, l' idea degli olandesi e' circolare, eclettica, intercambiabile. Non sara' solo per questo, ma l' Ajax sale in tutto: ritmo, qualita' , densita' e, soprattutto, possesso palla. Non domina, pero' certo progressivamente accentua il proprio potere. La Juve evita di scomparire con la forza di gambe e nervi. Un' occasione di Del Piero, e anche un mezzo rigore per fallo di Kanu su di lui, oltre a un diagonale di Torricelli sembrano avvicinare la Juve alla coppa. Invece, si spezza solo le unghie. Non va, non vuole andare. Vialli fa quasi come Ravanelli al 41' : quasi, perche' tira sull' esterno della rete da posizione defilata. Poi Padovano, testa, alto. Lui e' in campo per Ravanelli dal 32' della ripresa. Non voleva uscire, Ravanelli, e uscendo, prima ha mandato a quel paese Lippi, poi ha continuato in panchina. Ma l' allenatore pensava che non avesse energie. Anche Torricelli non ne avrebbe, i crampi gli si conficcano nelle gambe. Pero' riprende, migliore in campo fino al 90' , quando nulla finisce. Supplementari aperti, sempre un po' piu' Juve, pero' , il solito Del Piero che sbaglia gol all' ultimo secondo, l' ultimo prima dei rigori. Eccoli: Peruzzi para su Davids; Ferrara su Van der Sar (1 0 per la Juve); Litmanen: gol; Pessotto: pure (sempre Juve); Scholten: gol; Padovano: pure, ma col brivido (ancora Juve). Peruzzi su Silooy (parato); Jugovic: Coppa dei campioni. ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ LE PAGELLE TITOLO: Torricelli super, Vialli stregato - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ROMA . La gioia e la Coppa sono li' , alla fine dei supplementari della fatica e della paura, che arrivano fino ai rigori. La suggellano, in diretta, le lacrime di Vialli e di Ravanelli, che dedica la vittoria ad Andrea Fortunato. PERUZZI 8 . Respinge male la punizione carogna griffata Frank De Boer, che propizia il nono gol di Litmanen nella rassegna. Pare un errore macigno, ma i rigori finali ribaltano tutto: nelle sue mani, in quelle due grandissime parate, c' e' la Coppa dei campioni. TORRICELLI 7 . Gli capita per un tempo Musampa, cioe' il meno pungente dei lancieri. E Moreno rimedia un figurone lungo la corsia destra, permettendosi applaudite accelerazioni e il primo tiro juventino, non trattenuto da Van Der Sar. Prestazione lusinghiera, sotto gli occhi attenti del c.t. Sacchi, da esterno polivalente dietro avanti. FERRARA 6 . Parte affannato dietro l' estro di Kanu, incapace soprattutto di metabolizzare le indecisioni Vierchowod che centralmente lo coinvolgono. Non pare supportato dalla consueta vitalita' e il sospetto s' accentua dopo l' intervallo, quando Kanu scala dietro e deve fronteggiare Kluivert. VIERCHOWOD 5 . Della leggendaria roccia restano spezzoni scomposti. Il blocco monolitico e' un ricordo e la grinta non basta piu' . Si' , Pietro il Russo appare spesso tagliato fuori dai ricami volanti degli "incrociatori" di Van Gaal. PESSOTTO 6 . Prende lentamente le misure a Finidi, trasvolatore di corsia, e via via emerge disciplinato senza lasciarsi beffare dai tunnel del fantasista. Cala alla distanza, o comunque limita il raggio d' azione nel finale. Non trema sulla responsabilita' rigore, che realizza da veterano. CONTE 6,5 . Generoso fino alla zoppi' a, deve lasciare il posto di "rubapalloni" a Jugovic, che vanta certo meno attitudini d' incontrista e lascia piu' ossigeno a Davids. Il pressing juventino perde forse l' interprete piu' efficace e meno bisognoso di pause. SOUSA 5 . Li' dove luccica Litmanen, il portoghese ciondola intermittente, privo della lucidita' necessaria per conservare la squadra corta. DESCHAMPS 6,5 . Non ha fortuna su una conclusione un po' svirgolata, che vanifica un assist Del Piero, salvo contribuire al riequilibrio dei reparti dopo l' 1 1. Tanta quantita' , che non affoga pero' una discreta qualita' . Arriva cosi' la sua seconda Coppa dei campioni, dopo quella con l' Olympique Marsiglia vinta contro il Milan. RAVANELLI 7 . Penna Bianca azzecca sessanta minuti da incorniciare e non solo per la prodezza balistica del provvisorio vantaggio, quando profitta d' un errore di presunzione tra Frank De Boer e il portiere. Successivamente affiorano imperfette condizioni di tenuta: avanti con Padovano, tra i moccoli del sostitui' to. DEL PIERO 5,5 . Bogarde lo tartassa, guastandogli i numeri prediletti. Svaria, agendo anche centralmente, in posizione troppo avanzata per le sue abitudini. Gli viene negato un rigore dubbio, che forse lo riscatterebbe. VIALLI 6 . Sente l' importanza della "finale stregata" come nessun altro. Sradica Silooy e nel raptus agonistico arriva ad impensierire l' accoppiata Blind Frank De Boer. Indovinasse la botta, puntualmente rintuzzata, spopolerebbe. Si mangia un gol incredibile, su assist di Padovano, a quattro minuti dall' epilogo dei tempi regolamentari. JUGOVIC 6 . Fatica da panchinaro a entrare in corsa, laddove imperversava Conte. Ordinaria amministrazione, mentre i compagni avanzati sfacchinano contro il muro Ajax. Il rigore decisivo e' suo, dell' uomo che proprio ai rigori aveva gia' vinto la Coppa dei campioni con la Stella Rossa Belgrado. DI LIVIO 6 . Aiuta i centrocampisti e copre dalla sua parte. Non risulta incisivo nell' aprire varchi, ma e' anche merito suo se la Juventus riprende il governo del cuore del campo e del gioco. PADOVANO 6 . Ha il merito del passaggio gol vanificato all' 86' da Vialli. Il suo rigore, il piu' tormentato, quasi parato da Van der Sar, e' la porta verso il trionfo. ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ LE PAGELLE TITOLO: Davids e' l' anima dei lancieri - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ROMA . I campioni stentano, soffrendo l' avvio famelico e arrembante della Juve. Poi li prende per mano Jari Litmanen, l' uomo di ghiaccio, e la partita diventa un ping pong di occasioni. VAN DER SAR 5,5 . Mette francamente paura il suo avvio di serata. Dapprima non trattiene una sberla di Torricelli, poi, in occasione della rete di Ravanelli, esce a capocchia sull' amnesia di Frank De Boer. Si riscatta stendendosi per quanto e' lungo sull' iniziativa di Deschamps. Nella ripresa, visto che era impossibile fare peggio, ritrova le certezze di sempre. SILOOY 6 . Recita il ruolo di un gregario e non e' difficile rendersene conto. Un giocatore ne' carne ne' pesce. BLIND 6,5 . Il capitano si fa in quattro per ricucire gli strappi di una difesa che, soprattutto nelle fasi iniziali della partita, fa acqua da tutte le parti. F. DE BOER 5 . L' uomo che e' uno dei centri di gravita' del modello Ajax gioca dopo un mese di astinenza da pallone. La scelta di Van Gaal e' un azzardo, vero e' che una sua esitazione, rifinita da Van der Sar, costa la rete di Ravanelli. Si riscatta calciando di cattiveria (ma il piede e' il sinistro, quello sano) la punizione che poi diverra' l' 1 1. BOGARDE 6 . E' un armadio ambulante, la pedina sempre presente negli schemi di Van Gaal. Gioca a sinistra e non molla mai. R. DE BOER 5 . Da buon gemello, si sintonizza sulla prestazione del fratello. Scadente. Nella ripresa cambia fronte: avanza in attacco e va a sinistra. LITMANEN 7 . E' tirato a lucido. Un mese di vacanze forzate in Lapponia (a gennaio) e la doppietta di Atene hanno rigenerato il finlandese. Ha il senso del gioco, implacabile nell' intuire gli spazi giusti come quando gli capita tra i piedi il pallone del pareggio. Quella che segna e' la sua prodezza numero 9 in Coppa dei campioni. DAVIDS 7 . Van Gaal lo posiziona al centro del campo, e' lui il cuore della manovra olandese. Il pressing juventino lo costringe a sfiancarsi poi pero' , quando la manovra della sua squadra incomincia a lievitare, sa anche pompare palloni in avanti. Tabarez, il suo futuro allenatore milanista, lo osserva compiaciuto. FINIDI 6 . Il lungagnone azzecca qualche dribbling sulla destra. Pessotto pero' lo contrasta con dignita' . KANU 6 . Il futuro nerazzurro e' la torre al centro dell' attacco. Cerca di muoversi, di sfruttare il fisico longilineo e in effetti il suo movimento squarcia sovente il centro della retroguardia juventina. Nella ripresa, ceduto il suo territorio a Kluivert, lo osserviamo invece in mezzo al campo, addirittura con un occhio alla difesa, tanto che gli scappa un mezzo rigore su Del Piero. Eclettico. MUSAMPA 5 . Nel primo tempo gli capitano due opportunita' per il pareggio. Spreca la prima calciando in maniera precipitosa e la seconda affrettando un passaggio quando invece sarebbe stato piu' logico battere a rete. Per Louis Van Gaal e' troppo. Fuori all' intervallo nel tentativo di restituire brillantezza alla manovra. KLUIVERT 6 . Ritorna in campo dopo un intervento al ginocchio sinistro. Mezza partita senza riuscire a incidere, preso nella morsa di Vierchowod e Ferrara. SCHOLTEN 6 . Quando Frank De Boer abbandona il campo zoppicando, prende in consegna la fascia destra della difesa. Senza infamia e senza lode. ARBITRO DIAZ VEGA 6 . Fischietto chiacchierato in Spagna, mal tollerato dal tecnico dell' Ajax Van Gaal, dirige invece con polso. Qualche sbavatura, soprattutto un sospetto di rigore su Alex Del Piero (spinta di Kanu). AJAX 3 Van der Sar 5,5 Silooy 6 Blind 6,5 F. De Boer 5 Bogarde 6 R. De Boer 5 Litmanen 7 Davids 7 Finidi 6 Kanu 6 Musampa 5 All.: Van Gaal 6 JUVENTUS 5 Peruzzi 8 Torricelli 7 Ferrara 6 Vierchowod 5 Pessotto 6 A. Conte 6,5 P. Sousa 5 Deschamps 6,5 Ravanelli 7 Del Piero 5,5 Vialli 6 All. Lippi 6 Arbitro: Diaz Vega 6 (Gonzalez 6, Tresaco Garcia 6) 8' Ravanelli, sinistro, su tiro Torricelli respinto da Van der Sar 13' Gol: Ravanelli, destro su errore F. De Boer Van der Sar 0 1 37' Deschamps in corsa (da Del Piero): Van der Sar in angolo 40' Gol: Litmanen destro, dentro area piccola su respinta Peruzzi 1 1 17' Vialli, destro, assist di Ravanelli, para Van der Sar 28' Del Piero, sinistro, respinta di Van der Sar 41' Vialli aggira il portiere e tira di sinistro su esterno rete RIGORI: Davids (parato), Ferrara (gol), Litmanen (gol), Pessotto (gol), Scholten (gol), Padovano (gol), Silooy (parato), Jugovic (gol). Ammoniti: Finidi; Jugovic, Blind, Deschamps, Wooter, Torricelli, Di Livio. Sostituzioni. Ajax: Kluivert (6) per Musampa nel s.t.; Scholten (6) per F. De Boer dal 24' s.t.; Wooter (6) per R. De Boer nel p.t.s. Juve: Jugovic (6) per A. Conte dal 44' p.t.; Di Livio (6) per P. Sousa dal 12' s.t.; Padovano (6) per Ravanelli dal 32' s.t.

Padovan Giancarlo, Costa Alberto, Melli Franco

Pagina 6
(23 maggio 1996) - Corriere della Sera

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