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Corriere della Sera

L' omaggio al ministro

Baricco scrittore zelante

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ L' omaggio al ministro TITOLO: Baricco scrittore zelante BARICCO - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - di FRANCESCO MERLO Si vedeva con chiarezza l' altra sera a Linea 3 che Walter Veltroni era imbarazzato e confuso, che addirittura soffriva per i complimenti che Alessandro Baricco gli stava facendo, cosi' , in tv, davanti a tutti, senza pudore e senza misura. Ma l' altro era inesorabile, per zelo e per ardore: "Il ministero della Cultura va bene, ma solo perche' c' e' Veltroni, uno come lui e' una sicurezza per tutti. Non darei alla destra un simile ministero. Non saprebbero cosa farsene perche' non hanno una cultura". E inoltre se avesse vinto la destra "un ministero cosi' sarebbe stato pericoloso, ci pensate?, ci saremmo ritrovati con un Liguori o con un Diaconale", puah. E pero' Veltroni non si convinceva e arrossiva persino, "anche loro hanno personalita' di rilievo, esiste in Italia una cultura diversa dalla nostra, una cultura liberale, democratica, altrettanto importante, con gente di qualita' ". Non e' la prima volta che a Veltroni capita di doversi difendere dall' amore dei giornalisti e degli intellettuali, e di doverlo fare con fatica e con una sana goffaggine. Persino Antonio Gava cercava di nascondere la mano che giovani e vecchi del Sud volevano baciargli. Non dev' essere facile neppure accogliere i complimenti e l' ammirazione della societa' degli intellettuali, giornalisti famosi e scrittori affermati come Baricco appunto, l' autore di Oceano mare e di Seta. Strano destino, questo dell' Ulivo e di Veltroni soffocato dall' amore dei suoi chierici. Fa venire in mente la recentissima sentenza della Cassazione che punisce, giustamente, la violenza sui bambini come metodo educativo. Ma quale Cassazione protegge i bambini italiani dal nostro vero male nazionale, gli abbracci e le carezze delle mamme e dei parenti? Chi difende i nostri bimbi dai baci delle zie? E chi proteggera' Veltroni dall' amore dei Baricco? Giovane, paffuto, riccioluto, amabile, creativo, Baricco e' infatti piu' veltroniano di Veltroni, vuole . ci ha spiegato . un' Italia popolata di librerie e "almeno un cinema d' essai in ogni capoluogo di provincia". Scavato, tagliente, rigoroso, Sergio Romano gli si contrapponeva persino esteticamente e gli ricordava che il mercato culturale e' un mercato come gli altri e quindi e' molto pericoloso toccarlo, "il denaro pubblico speso in questo modo e' intollerabile, siamo gia' sommersi di festival, colloqui, seminari, congressi, non bisogna favorire artificialmente una produzione spesso mediocre, e magari foraggiare le clientele, com' e' gia' successo, anche a sinistra". Eh no, replicava Baricco "il talento ha bisogno di "un paesaggio" nel quale formarsi e muoversi con la sua liberta' ", e la sinistra e' appunto un belvedere rigoglioso di letteratura e di cinema, di scienza e di arte, mentre la destra e' solo un deserto di forche e di torture. Va bene dunque affidare il paesaggio alla sinistra, Veltroni "costruisca un paesaggio culturale attorno a quelli che in questo Paese sono bravi", ma se, poniamo, fra cinque anni, quegli altri dovessero vincere le elezioni, allora questo ministero bisognerebbe abolirlo, perche' la destra spaventa: "Mi terrorizza". Inutilmente Lucia Annunziata, la conduttrice della trasmissione, replicava a Baricco che il suo era appunto un esempio in flagrante "del metodo del "doppiopesismo" denunciato dal Corriere della Sera", un piccolo capolavoro di quel conformismo cui la trasmissione era opportunamente e felicemente dedicata. Baricco era granitico, anzi questa storia dei pesi e delle misure non gli interessava proprio. "C' e' un conformismo legittimo. La sinistra e' stata per cinquant' anni nel carro dei perdenti e noi conosciamo bene le nostre facce di sconfitti" diceva, invitando dunque gli ultimi arrivati a mettersi in fila e a non spingere troppo. Del resto, insisteva, volete mettere l' Ulivo con il Polo?, dove lo trovate dall' altra parte uno come Veltroni?, e poi loro che cosa esprimono? Veltroni si agitava sulla sedia perche' forse capiva che e' terribile la democrazia dell' alternanza alla Baricco, e che, al di la' dell' animo caldo, quell' ardore zelante contiene un nocciolo di tragedia: credere che solo il marchio dell' Ulivo garantisca governanti democratici, colti, buoni, e che dunque i Veltroni e solo i Veltroni possano permettersi di rischiare e di tendere la democrazia come una corda di violino sino ai confini del Minculpop, significa, tanto per cominciare, rinnegare il libero gioco delle istituzioni, e spingere la legittima militanza dentro un partito al punto di negare l' avversario politico e annientarlo. Walter Veltroni per la verita' martedi' sera sembrava aver chiaro tutto questo, prometteva che mai avrebbe chiesto alla stampa di non disturbare il manovratore, esibiva un lodevole turbamento... Vedremo. Per adesso il problema, molto piu' modestamente, non e' il ministro ma il suo cantore. E' possibile infatti che, in cuor suo, un governante preferisca davvero i critici ai chierici, i lupi alle pecore, i ribelli ai cortigiani. Ma, appunto, "in cuor suo". Non bisogna pretendere l' impossibile e chiedere a Veltroni di trasformarsi in taglialingue. Nessuno e' disposto a sventrarsi con le sue stesse mani. Ma, certo, d' ora in poi sara' difficile non notare "il paesaggio" nella carriera di Baricco e nei suoi futuri successi.

Merlo Francesco

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(23 maggio 1996) - Corriere della Sera

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