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Corriere della Sera

corriere economia. economia nell' urna: parlano gli strateghi di PATTO PER L' ITALIA, PROGRESSISTI e FORZA ITALIA

fisco, spesa, BOT, occupazione: queste le ricette dei 3 poli

elezioni e risanamento fiscale: parla la mente economica del PATTO PER L' ITALIA, Giulio Tremonti. Tremonti: " il fisco piu' leggero? per ora e' soltanto un sogno "

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ ECONOMIA NELL' URNA . PARLANO GLI STRATEGHI DI PATTO PER L' ITALIA, PROGRESSISTI E FORZA ITALIA TITOLO: FISCO, SPESA, BOT, OCCUPAZIONE QUESTE LE RICETTE DEI TRE POLI - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Polemiche accese, reciproche accuse di demagogia, fanfaronate, sparate elettorali. E chi piu' ne ha, piu' ne metta. Probabilmente, l' infuocata campagna che fra sei giorni portera' gli italiani al voto e al battesimo della Seconda Repubblica si presenta diversa da tutte quelle che hanno scandito la morente Prima Repubblica anche per l' attenzione riservata ai temi economici e fiscali. Una inevitabile conseguenza della recessione e del debito pubblico monstre, che chiamano tutti a riflettere sui rimedi possibili e impossibili? Senza dubbio. La disoccupazione, il timore di provvedimenti straordinari sui titoli di Stato, l' insostenibile ma selettivo peso del fisco hanno portato il cittadino, di qualunque eta' , censo e provenienza, a chiedere ai partiti risposte non "elusive" e pronunciate in vuoto politichese. Ma a tutto cio' si aggiunge anche il ritorno, almeno programmatico, di un principio fondamentale della democrazia: quello della responsabilita' politica sia di chi e' chiamato a governare, sia di chi dovra' fare opposizione. Sull' economia, dunque, i tre poli che si sono formati sulla spinta del nuovo sistema elettorale hanno messo in campo uomini di spicco. Tutti con la patente di tecnici. A pochi giorni dalla "chiamata" alle urne, il Corriere li ha invitati a un confronto sui "principi di base". Per il polo di centro, il Patto per l' Italia, la "mente economica" e' Giulio Tremonti, grande esperto di fisco. L' alfiere dei progressisti e' invece il "rigorista" ministro del Bilancio Luigi Spaventa. Per il polo che si e' raccolto sotto le bandiere di Forza Italia, il docente, consulente d' azienda e senatore liberale Carlo Scognamiglio. Adesso che hanno dato le loro ricette, la parola passa agli elettori. ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ TITOLO: Tremonti: "Il fisco piu' leggero? Per ora e' soltanto un sogno" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Diminuire le imposte? "Io ai miracoli non ci credo, guardi qui, questi sono i dati di finanza pubblica della Relazione previsionale per il ' 94: il deficit sfiora i 150 mila miliardi, se riduciamo le tasse dove andra' a finire? Sarebbe bello, ma non e' possibile". Giulio Tremonti boccia il programma fiscale di Berlusconi: "miracolismo finanziario", lo chiama. Ma non e' tenero neppure con le proposte degli altri avversari politici del Patto per l' Italia, di cui e' una delle menti economiche. I piani alla Bertinotti, che prevedono la tassazione dei Bot e una bella patrimoniale per dare una mano ad uscire dal debito, sono "sinistrismo fiscale"; quelli di quanti fondano il risanamento su manovre di contenimento che "promettono lacrime e sangue per farti avanzare di venti metri", gli ricordano la guerra di posizione del generale Cadorna: sono "cadornismo finanziario". Che vuole allora il Patto? Semplice, "una riforma fiscale responsabile lungo tre direttrici: primo, drastica semplificazione del numero delle imposte; secondo, spostamento della tassazione dalle persone alle cose; terzo, autogoverno fiscale". Una quasi rivoluzione, questa, che consentirebbe non solo di risanare la disastrata finanza statale senza punire i risparmiatori, ma anche di rilanciare l' occupazione e lo sviluppo. Dunque, professore, nessuna riduzione della pressione fiscale? "Noi diciamo che la pressione oggi non deve salire, ma non puo' neppure scendere. Lo si potra' fare domani, a riforma varata, e con gradualita' . Questo e' quanto suggerisce una valutazione realistica, e sottolineo realistica, delle cose". Ammettera' pero' che l' idea dei vostri avversari di Forza Italia di introdurre una aliquota unica del 33% sul reddito e' allettante per l' uomo della strada. "Panzane. Quell' idea mi ricorda la favola di Voltaire, che diceva "voglio diventare svizzero, maledetta l' imposta unica che mi ha ridotto in miseria". Quell' idea fa pagare meno ai poverissimi e ai superricchi, ma penalizza proprio la classe media, l' uomo della strada. E poi le proposte vanno lette nel loro insieme. Il federalismo fiscale di Forza Italia toglie qualunque potere di imposizione allo Stato nazionale, di fatto cancella l' Irpef che e' un' imposta nazionale, e' come se riducesse con una mano qualcosa che con l' altra cancella". Voi dite: spostiamo la tassazione dalle persone alle cose, ma che c' e' di nuovo, non equivale a chiedere l' aumento delle imposte indirette? "Si' , ma in un' ottica completamente diversa. Il mondo e' cambiato, i beni che hanno valore economico oggi sono diversi. L' etere per esempio non e' forse un bene tassabile? Vogliamo considerare il demanio come qualcosa di limitato all' immobiliare, al fisico?". Scusi, ma l' etere non e' gia' tassato? "In modo ridicolo, mi creda". Veniamo alla semplificazione impositiva, quante tasse dovrebbero sopravvivere con la vostra riforma? "Quattro: Irpef, Irpeg, Ilor e Iva. Il resto potrebbe confluire in un unico tributo in modo da ridurre gli adempimenti da parte del cittadino". E l' autogoverno fiscale? "Prima le Regioni e i Comuni spendevano e si finanziavano a "pie' di lista" presso lo Stato centrale. Il federalismo fiscale di Berlusconi rovescia la sequenza, lo Stato si finanzia a "pie' di lista" presso le Regioni e i Comuni. Noi vogliamo una maggiore corrispondenza tra centri di spesa e poteri fiscali. Se i cittadini di Bari vogliono costruirsi la Torre di Babele, lo facciano pure, purche' se la paghino". Senta, ma i Bot sono da colpire? "A parte il clima di sfiducia verso lo Stato che un provvedimento di tassazione dei Bot creerebbe, qualunque modifica del regime delle rendite finanziarie deve essere parte di una riforma complessiva. Noi diciamo no al sinistrismo finanziario. La soluzione deve passare attraverso una tassazione della massa di risparmio intermediata, come si fa per i fondi comuni". E' cosi' che si colma il buco nero del debito? "Si' . Con una riforma organica e complessiva, che dia un segnale forte di cambiamento, perfino i finanzieri della giapponese Nomura si renderanno conto che qui in Italia le regole del gioco sono davvero mutate. Questo aumentera' la nostra credibilita' , fara' scendere ancora i tassi, scorciatoie non ce ne sono, quanto ai miracoli...".

Cecchini Marco

Pagina 21
(21 marzo 1994) - Corriere della Sera

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