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Corriere della Sera

Università

Lite tra i prof sul concorso E il rettore annulla il bando

Modifiche al regolamento: nessun limite agli esperti stranieri

Nuovo scontro sui concorsi all?università Statale. Il rettore ha annullato il bando per un posto da professore ordinario nel dipartimento di Filosofia. Procedura azzerata, per la cattedra di Estetica e Filosofia dei Linguaggi si deve ripartire dal via. Troppe liti e tensioni fra i professori del dipartimento, che non sono riusciti a mettersi d?accordo sui nomi della commissione. Due riunioni del «consiglio ristretto» con dieci docenti sono andate a vuoto e i termini sono scaduti. «Procedura revocata con decreto rettorale» si legge adesso sul sito dell?ateneo, il documento firmato dal rettore Gianluca Vago il 7 aprile è stato pubblicato nei giorni scorsi. E martedì il Senato accademico sui concorsi ha introdotto nuove regole. Le novità riguardano le commissioni. D?ora in avanti nessun limite alla presenza di esperti stranieri, è la decisione presa in Statale. Mentre fino ad oggi a valutare i candidati poteva essere chiamato un solo commissario straniero (da atenei di Paesi Ocse, con le competenze del settore e con un?adeguata conoscenza della ligua). «Gli stranieri in commissione? Più trasparenza, più qualità», il commento di alcuni docenti. Mentre altri dicono: «Dipende da come saranno scelti questi esterni. Adesso vengono individuati con sorteggio da una rosa di nomi indicati dal dipartimento». Intanto con delibera del 21 aprile la modifica è passata. Sui concorsi i fronti aperti all?Università degli Studi sono più d?uno. Il rettore Vago prima di annullare la selezione del dipartimento di Filosofia aveva già preso posizione sul concorso per una cattedra a Storia Moderna. In quel caso a procedimento concluso, con la commissione che ha già fatto la sua scelta, a fine novembre: posto assegnato a Gianclaudio Civale. Il rettore non ratifica la decisione, interviene su criteri e punteggi. Lo scontro è acceso. I professori dicono: «La valutazione spetta solo a noi». E la cattedra di Storia resta vuota. In attesa di comunicazioni ufficiali in ateneo si dice: «Su quel concorso il rettore ha deciso di rimettere il giudizio ad esperti internazionali».Da Festa del Perdono a Città Studi, un altro caso aperto è a Veterinaria. Bando dell?estate 2014 per un posto di professore di seconda fascia a Immunologia e Microbiologia. Si presentano tre candidate, da valutare su prove e titoli. La commissione sceglie la vincitrice e Vago interviene, chiede di modificare punteggi e criteri. Poi c?è la nomina congelata per un posto da ricercatore a Storia del Teatro e dello spettacolo, dipartimento di Lettere. La vicenda è ultra nota in Statale. Il bando risale al 2009, la candidata esclusa Annamaria Monteverdi presenta e vince il ricorso al Tar e il Consiglio di Stato conferma. Nuova commissione, stesso esito, nuovo ricorso e nuova vittoria per la candidata. Ma si riferma tutto, questa volta per un errore nella nomina di un membro della commissione.Adesso in sospeso c?è la partita di Filosofia. Il concorso è bandito prima di Natale. Il 22 gennaio si chiude con due candidature: in corsa per la cattedra di professore di prima fascia, il livello più alto, ci sono Maddalena Mazzocut-Mis e Andrea Pinotti. Tocca a un consiglio composto solo da professori ordinari formare la commissione. Devono esprimere una rosa di cinque esterni, con sorteggio pubblico poi si arriverà a due nomi, mentre il terzo commissario, interno, verrà indicato direttamente dal dipartimento. Due riunioni, il 28 gennaio e il 10 febbraio, si concludono senza esito. L?accordo sui nomi non c?è. Secondo indiscrezioni poi i verbali dei due incontri avrebbero sorpreso non poco il rettore Gianluca Vago, «per le valutazioni e le preferenze espresse apertamente sui candidati». Quindi la revoca della procedura. Per quel posto di Estetica arriverà un nuovo bando, le domande dei due candidati non sono più valide. Si ricomincia, con le nuove regole appena approvate dal Senato.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cavadini Federica

Pagina 07
(25 aprile 2015) - Corriere della Sera


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