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Corriere della Sera

La stanza di MONTANELLI

Il caso Priebke e la giustizia del popolo

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ TITOLO: Il caso Priebke e la giustizia del popolo - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Caro Montanelli, Poiche' ritorna alla cronaca il caso Priebke, le voglio esprimere alcune mie perplessita' . E solo uno sfogo, senza alcuna pretesa di pubblicazione, ma ho fiducia che mi vorra' leggere. 1) Anzitutto perche' il caso Priebke e' stato portato alla ribalta dopo 50 anni? A chi interessava rievocare i ricordi di antichi orrori, suscitare risentimenti assopiti e orchestrare manifestazioni popolari che preludevano al linciaggio? Perche' gli ebrei sono stati in prima fila se le vittime ebree delle Fosse Ardeatine furono poco piu' di 70 su 335? 2) Come i giudici avrebbero potuto comportarsi imparzialmente di fronte a tante pressioni di una folla piena di odio? Se avessero sentenziato secondo la legge, avrebbero dovuto rispolverare la sentenza che assolse Kappler per la rappresaglia (consentita dalle leggi di guerra) condannandolo solo per le 5 vittime in piu' . 3) Il giudice, intuendo di trovarsi di fronte alle esigenze di una giustizia piu' giusta, emano' una sentenza che condannava Priebke, ma solo moralmente, rimandandolo poi impunito, con ammennicoli legali. Padre Augusto Luca, Parma Caro Padre, Scusi se tronco qui la sua lettera (per i soliti problemi di spazio) che mi trova del tutto consenziente. Io non ho piu' voluto interloquire sul caso Priebke perche' , come cittadino italiano, me ne vergogno profondamente. Fui gia' accusato di "complicita' morale con gli assassini delle Fosse Ardeatine" quando scrissi che questo processo non aveva alcun senso. Mi pare che i fatti mi abbiano dato pienamente ragione perche' coloro che lo hanno voluto non sanno piu' come uscirne, ed e' per questo, solo per questo, che ora hanno deciso d' istruirne un altro, forse nella speranza che, data l' eta' , sia lo stesso Priebke a trarli d' imbarazzo. Io non conosco i magistrati della Procura militare di Roma, non so nemmeno quali siano i loro rapporti con la magistratura ordinaria. Spero soltanto che, se dico, come ho gia' detto e ora ripeto, ch' essi disonorano la Giustizia italiana, mi trascinino a ripeterlo in tribunale. Sia chiaro che questo lo dico io, non il Corriere che ha gia' espresso in proposito un parere assai diverso. Agli argomenti che adduce lei per dimostrare l' insensatezza di questo processo, io posso aggiungerne, in qualita' di testimone, un altro. Come ricorda anche il lettore Cervi, di cui riportiamo qui accanto la lettera, quando fu celebrato il primo, quello di cinquant' anni fa, che si concluse con la condanna all' ergastolo di Kappler e l' assoluzione di tutti i suoi collaboratori (implicitamente compreso il contumace Priebke, di cui non venne mai fatto nemmeno il nome), il pubblico, composto in stragrande maggioranza dai familiari delle vittime, che portavano ancora il lutto di quel recentissimo massacro, applaudi' la sentenza. Come mai il dolore di quella strage e' riesploso con tanta violenza in familiari che probabilmente non lo vissero, lo hanno soltanto ereditato dai loro genitori e nonni? Ma fosse anche, questa esplosione, genuina (cosa di cui, a cinquant' anni dai fatti, dubito assai), trovo vergognoso, e segno di codardia, che un tribunale . civile o militare che sia . si lasci dettare la condotta dalla cosiddetta "giustizia del popolo", che e' sempre la negazione della Giustizia vera, dalla condanna a morte di Socrate a quelle delle streghe di Harlem e delle tricoteuses del Terrore francese. E, per la stima che ho degli ebrei, mi stupisco di vedere all' avanguardia di questa aberrazione la Comunita' israelitica di Roma che sembra vedere nella condanna di Priebke la condanna del genocidio, cui la strage delle Ardeatine non appartiene, anche se coinvolse molti ebrei. CONDANNA DI KAPPLER Allora applausi, oggi sdegno Stimolato da una sua risposta in questa "stanza", ho voluto controllare come i giornali del tempo commentarono la sentenza del tribunale militare che il 20 luglio 1948 giudico' gl' imputati della strage delle Ardeatine. Ecco cosa scrisse il Corriere: "Herbert Kappler... e' stato condannato all' ergastolo, quale responsabile di omicidio plurimo, e a quindici anni di reclusione, assorbiti dalla prima pena, per il delitto di requisizione arbitraria di 50 chili d' oro in danno della Comunita' israelitica di Roma... Gli altri imputati del processo . iniziatosi il 3 maggio e durato complessivamente 34 udienze e 140 ore . sono stati assolti dall' imputazione perche' il Tribunale ha riconosciuto che agirono in obbedienza ad ordini superiori". Ma il bello viene ora: "La sentenza, pronunciata questa sera alle ore 23.15, e' stata accolta con grida di approvazione dei familiari dei caduti nella rappresaglia...". Non capisco. I familiari delle vittime che a quattro anni dalla strage, cioe' quando questa doveva costituire una piaga tuttora sanguinante nel loro animo, applaudono una sentenza che scagiona tutti i collaboratori subalterni di Kappler, e quindi implicitamente anche Priebke (di cui non viene mai menzionato nemmeno il nome); oggi che a cinquantadue anni di distanza quella piaga non puo' che essere almeno in parte rimarginata, avvampano d' indignazione e di furore contro un imputato di cui allora applaudirono l' assoluzione... No, proprio non li capisco. Ildefonso Cervi (Roma) E io nemmeno. MODIFICHE COSTITUZIONALI Italiani tutti un po' confusi La prego di spiegare ai suoi lettori nella "stanza": a) cosa fara' la Bicamerale in pochissimi mesi; b) quali maggioranze parlamentari richiede l' articolo 138 per le leggi di modifica costituzionale; c) preghi il direttore del Corriere di pubblicare in ultima pagina tutti i 33 referendum che dovremo votare in primavera o, almeno, quelli sul decentramento delle Regioni italiane, spiegandoli bene per tempo agli elettori italiani un po' prima della prossima primavera 1997. E ancora, i tempi delle riforme? Il tempo e i costi della Bicamerale? Il tempo e i costi della Legge istitutiva dell' Assemblea costituente? I tempi e i costi che l' Assemblea costituente comporta? Sia chiaro, la prego, perche' io sono un po' confuso. Vincenzo De Vito (Terni) Purtroppo, amico mio, io lo sono ancora piu' di lei. CERCANDO IL PRIMO IMPIEGO Il paradosso dell' assunzione Un comune cittadino si impegna a cercare un impiego per poter sperare in un futuro decente, ma non viene accettato per mancanza di esperienza. Non viene accettato nemmeno nel caso in cui si propone come collaboratore occasionale per fare, appunto, esperienza, senza impegno alcuno da parte di chi assume. Che cosa deve fare il comune cittadino ? E forse il gatto che si morde la coda... Nicola Paisi (Milano) RITRATTO CON COMPUTER Nessuna conversione telematica Ho letto il vivacissimo articolo "In stanza con Montanelli" apparso su "Sette" (17 ottobre). Nella foto grande, che introduce il servizio, spicca la figura di un Montanelli assai grintoso e sempre carico di energie, ritratto nel suo elegante studio di via Solferino. Ma il particolare che mi ha veramente sorpreso e' stata l' immagine davvero inaspettata di un personal computer. Mi sono chiesto: il nostro Indro sta per convertirsi all' informatica, appendendo al proverbiale chiodo l' ormai famosissima "Lettera 22"? Oppure, l' aggeggio elettronico e' da tempo li' , in area di parcheggio, forse in attesa di far breccia nel suo cuore di giornalista notoriamente "contrario" a certe evoluzioni della macchina da scrivere? Carlo Radollovich (Milano) Se riesco a scoprire chi ha proditoriamente collocato sul mio tavolo quell' orribile aggeggio, lo strozzo. Viva e sempre viva la "Lettera 22"! CAMBIARE LA RETE SCOLASTICA Perche' non durante le vacanze? Da qualche anno a questa parte, tra le tante sorprese che possono capitare a un ragazzo che si iscrive a scuola vi e' anche quella di doversi trasferire, da un giorno all' altro e dopo qualche mese di attivita' in un' altra sede scolastica, distante dalla prima anche diversi chilometri. Questi trasferimenti forzati, che ovviamente non riguardano soltanto il singolo alunno ma interessano tutti gli studenti e tutto il personale di quella scuola, sono la conseguenza del piano di razionalizzazione della rete scolastica messo in atto dal ministero della Pubblica istruzione, piano che si concretizza in una serie di provvedimenti volti a sopprimere, aggregare o fondere istituti scolastici di ogni ordine e grado. Ammesso che con questi provvedimenti si riesca davvero a risparmiare qualcosa di significativo sul bilancio dell' istruzione pubblica (ma sono in molti a dubitarne), non sarebbe piu' logico procedere a simili "traslochi" "prima" dell' inizio delle lezioni (e cioe' durante la chiusura estiva delle scuole) e non quando l' anno scolastico e' gia' avviato da un bel pezzo? Lettera firmata (Roma) PRONTO SOCCORSO OSPEDALIERO Il ticket contro l' uso distorto Nell' ambito di una Finanziaria che vorrebbe essere di "lacrime e sangue" per garantire al Paese l' ingresso in Europa, ma che non sembra sfuggire alla consueta demagogia che non tocca privilegi consolidati, non stupisce la mancata introduzione del ticket sul pronto soccorso ospedaliero. Vorrei fare alcune considerazioni con il cittadino utente. 1) Una recente ricerca dei cardiologi attivi nel pronto soccorso di Niguarda di Milano ha evidenziato che il 90 per cento delle prestazioni richieste non e' urgente. 2) Le prestazioni non urgenti effettuate in pronto soccorso sono interamente gratuite ed hanno un costo enorme per l' ospedale. 3) Stupisce che il picco di visite del pediatra ospedaliero sia tra le 18 e le 20 di sera quando il lavoratore utente, rientrato a domicilio, trova il bambino che si lamenta. 4) Se, malauguratamente, veniste colpiti da un infarto miocardico acuto in quelle ore e foste una persona bene educata e poco incline a drammatizzare i sintomi, perdereste la "golden hour" del trattamento in attesa del vostro turno. 5) A coloro i quali sostengono che queste cose accadono in tutti gli ospedali del mondo e che far pagare le prestazioni ambulatoriali non serve a disincentivare l' utilizzo distorto del pronto soccorso vorrei ricordare che: a) nel nostro Paese esiste un sistema di assistenza extra ospedaliero costoso e capillare che non giustifica l' "assalto" quotidiano alle strutture ospedaliere di urgenza emergenza; b) il costo di tale "assalto" e' pagato sul piano qualitativo dalla distorsione di ingenti risorse umane e tecniche dai compiti istituzionali di urgenza emergenza. Dal punto di vista strettamente economico e' stupefacente che, nell' ambito di una Finanziaria "dura" si consenta la dissoluzione di centinaia di miliardi di prestazioni ambulatoriali, erogate da ospedali con bilanci cronicamente dissestati, sull' altare di una demagogia di welfare state che, nei fatti, tutela la prestazione inutile a danno dell' intervento qualificato. In conclusione: o si decide che l' assistenza extraospedaliera e' inutile e costosa, e allora si abbia il coraggio e la determinazione di sospendere l' erogazione di tale servizio, potenziando con i fondi risparmiati le strutture specialistiche ambulatoriali ospedaliere, o si disincentiva l' utilizzo distorto del pronto soccorso ospedaliero con ogni mezzo, compreso il ticket, nell' interesse delle persone bene educate e veramente bisognose di cure urgenti. Alberto Roghi Ospedale Niguarda (Milano)


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(27 ottobre 1996) - Corriere della Sera

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