Aspetti il solito Lewandowski, spunta il talento di Milik. Per carità, il nome dell’attaccante polacco non è una novità tra gol pesanti e insistenti rumors di mercato: 22 anni, un fattore all’Ajax e l’ultima splendida conferma nell’esordio agli Europei della Nazionale di Nawalka. Suo l’acuto decisivo contro l’Irlanda del Nord, sua la firma che regala i tre punti mai conquistati dalla Polonia nella fase finale del torneo. Ecco perché il nome di Arkadiusz Milik resta prepotentemente d’attualità.


Storico Arkadiusz - Serviva un blindato per sfondare il muro nordirlandese a Nizza, match decisamente meno scontato di quanto il pronostico potesse suggerire. Capitan Lewandowski, 42 reti in stagione al Bayern, soffre la fisicità imposta da O’Neill e sparisce dall’incontro. Chi lascia invece il segno è il suo partner d’attacco, 6 anni più giovane ma provvisto della malizia che appartiene ai predestinati: mancino chirurgico, Euro-tabù sfatato e la palma di goleador polacco più giovane nella rassegna. Già 11 i sigilli in Nazionale, ben 7 tra le qualificazioni e il debutto a Euro 2016. È uno abituato a bruciare le tappe il 22enne Arkadiusz, nome che appartiene alla mitologia greca. A suo modo anche Milik è entrato nella leggenda: l’11 ottobre 2014 fu lui ad aprire le marcature nella storica vittoria sulla Germania. Chissà che giovedì non faccia piangere ancora i campioni del mondo.

Amsterdam la svolta - Classe 1994, ragazzo poco più che ventenne sebbene i tratti spigolosi possano suggerire un bomber navigato. Orfano di padre a 6 anni, deve la sua parabola a Slawomir ‘Moki’ Mogilan ovvero il primo allenatore a respirarne le potenzialità. Poco diranno Rozwoj Katowice e Gornik Zabrze, club polacchi che gli regalano la ribalta non ancora maggiorenne. Un’ammirazione spiccata per CR7 e i Red Devils, i provini con Tottenham e Reading  fino al trasferimento al Bayer Leverkusen: estate 2012, destinazione Germania dove a Dortmund brilla la stella del connazionale Lewandowski. Il suo salto di qualità si registra invece all’Ajax al ritmo di 47 gol in due stagioni: a 22 anni nemmeno Higuain, Suarez e Ibrahimovic avevano sfondato reti e cronache con questa prepotenza. Doveroso dubitare del valore oggettivo della Eredivisie, campionato che ha spesso confezionato stelle o presunte tali. In questo caso, però, il profilo non si discute.


Sulle orme di Lewandowski
- Riscattato dall’Ajax che l’ha blindato fino al 2019, il nome di Milik scatena fantasie e code di pretendenti. Mancino naturale, origini da trequartista e una duttilità da attaccante moderno che lo colloca sull’intero fronte offensivo: un passato da ala con De Boer e un presente da centravanti, seconda punta in Nazionale alle spalle del fenomenale Lewandowski seppure meno precoce di lui. Longilineo con un fisico da ‘9’ (186 cm per 80 kg), ma non inganni la stazza smentita da dinamismo ed esplosività. Generoso anche in fase di non possesso, d’altronde spetta a lui il compito di sfiancare le difese avversarie. Essenziale ma elegante, razionale e potente con quel sinistro secco che ha già fatto gridare la Polonia. I punti deboli? Il piede destro, una tecnica ancora grezza e la rapidità d’esecuzione, lacune che solo il tempo può correggere. E nel suo caso la clessidra ha appena iniziato a scorrere.