.2) Tipologie di capanne

La tipica capanna nuragica ha pianta circolare (o tendente all'ellisse) e struttura portante in pietra costituita da una muratura di base generalmente non molto alta (raramente superiore ai due metri) sormontata da una copertura che poteva essere straminea (ossia in materiali deperibili come il legno, le canne, la paglia) o litica (= in pietra).

Nel tentativo di ipotizzare in termini realistici la forma originaria delle capanne di questo primo gruppo le si è confrontate spesso con strutture ancora oggi esistenti nella loro integrità: si tratta delle pinnettas, rifugio temporaneo - nonché deposito degli attrezzi %u2011 dei pastori ed agricoltori nelle zone della Sardegna centro%u2011settentrionale che nella tecnica di copertura presentano le due varianti sopra citate.

 

Esempio di pinnettas del Supramonte (NU)

 

Esempio di pinnettas del Supramonte (NU) con copertura straminea (Foto Italo Innocenti)

 

Esempio di pinnetta della Planargia (NU)

Esempio di pinnetta della Planargia (NU) con copertura in pietra 

Per quanto gli studi etnologici manchino ancora oggi di monografie che esaminino le pinnettas nel dettaglio dal punto di vista costruttivo, tipologico, della distribuzione e diffusione - anche in relazione alle differenti situazioni  geomorfologiche del territorio - e benché anche gli studi preistorici siano carenti in tal senso nei confronti delle capanne nuragiche, tale confronto sembra almeno fino ad ora quello più plausibile e soddisfacente.

Questo così descritto, è il tipo di capanna nuragica numericamente più frequente; essa presenta diverse analogie con i più semplici tra i nuraghi di pianta circolare con copertura a tholos (dal greco= falsa cupola), per cui alcun Autori ritengono verosimile un’evoluzione di questi ultimi dalle capanne con copertura a falsa volta di pietre, nonché un successivo complicarsi dell'aspetto delle capanne sulla base delle influenze indotte dalla trasformazione dei nuraghi stessi.

Villaggio nuragico di Palmavera: capanna circolare

Villaggio nuragico di Palmavera-Alghero: esempio di capanna circolare monocellulare 

Da questo modello “primigenio” così semplice nascerà durante le fasi finali della millenaria storia nuragica (Età del Bronzo Finale ed Età del Ferro: 1100- 500 a.C. circa) un secondo tipo architettonico abitativo denominato in vario  modo:  capanna a settori o pluricellulare o ad isolati che rappresenta bene la tendenza verso forme di aggregazione proto%u2011urbana sviluppatesi nei maggiori villaggi nuragici.

E' questa un tipo di struttura dall'articolazione planimetrica complessa: partendo da quella che sembra una aggregazione spontanea di più capanne circolari raccordate da muri retti o curvilinei, intorno ad uno spazio centrale, arriva gradualmente ad una sorta di domus chiusa in se stessa, formata da tanti piccoli vani tendenti alla forma trapezoidale, non distinti tra loro, che affacciano su un piccolo cortiletto centrale.

Non è ben chiaro se questa divisione degli spazi coincida con una ripartizione degli ambienti - all'interno di un’unica famiglia %u2011 per classi di età o sulla base del sesso, ovvero se ad ogni vano corrisponda una funzione diversa (es. zona notte, cucina, dispensa magazzino,laboratorio...).

Esistono poi capanne nuragiche con forme differenti da questa “canonica” che per il loro aspetto denotano però funzioni differenti da quella puramente abitativa: oltre ai vani di forma approssimativamente quadrangolare (magazzini ? ricoveri per animali ?) esistono infatti capanne circolari di dimensioni e con arredi tali farne ipotizzare un uso comunitario, verosimilmente politico%u2011religioso, per cui è ormai diffuso per loro il nome di curie (o in alternativa capanne delle riunioni).

Su Nuraxi-Barumini: c.d. capanna delle riunioni

Villaggio nuragico di Su Nuraxi-Barumini: interno della cosiddetta "capanna delle riunioni" o "curia": si noti il gran numero di persone (poco meno di 30) sedute in cerchio lungo circa metà della circonferenza del vano

Villaggio nuragico di Palmavera: capanna riunioni

Villaggio nuragico di Palmavera-Alghero: la cosiddetta "capanna delle riunioni"