mercoledì 26 aprile 2017

LASCIARE SPAZIO ALL'ALTRO

" Secondo un'antica leggenda ebraica, quando Dio creò il cielo e la terra, fece il cielo di fuoco (il sole) e di acqua(le nuvole).
Il sole disse: "Se volessi, potrei far evaporare quelle nuvole e governare il cielo da solo. Ma senza la pioggia il mondo non potrebbe esistere".
Le nuvole dissero:" Se volessimo, potremmo spegnere il sole e restare padrone del cielo. Ma senza il sole, come sopravviverebbe il mondo?".
Perciò ciascuno decise di sacrificare la propria ambizione, di limitare il proprio potere e di lasciare spazio all'altro nel cielo.
Imparando a convivere con il proprio opposto, resero completo il cielo e sicuro il mondo".
Harold S. Kushner, Nessuno ci chiede di essere perfetti, pag. 101.

DI QUALE RIFORMA MI OCCUPO

Ho partecipato a molti incontri sulla "Riforma protestante". Tutti utili ed interessanti. Ma dopo 12 incontri in più città ne sono uscito sazio perché la canzone era sempre la stessa.
Un motivo c'è. Io trovo molto interessante rileggere e meditare il messaggio della "Riforma", di cui celebriamo i 500 anni di storia. Ma ritengo decisamente più utile ed urgente occuparci della Riforma incompiuta, anzi rimossa, cioè di quei temi fondamentali attorno ai quali le chiese fanno girotondo, evitando accuratamente  di metterli a fuoco e di affrontarli. Parlo del linguaggio liturgico, della dogmatica cristologica, del rapporto tra Scrittura e catechesi....E devo aggiungere che trovo altrettanto stucchevole la retorica della "Ecclesia semper reformanda": una maniera elegante per non venire mai ai nodi.
Franco Barbero


Benedetta Babele

O Dio, allarga i nostri cuori, affinché accolgano la Babele che Tu hai voluto come un dono, come l'opportunità di riconoscere che il Tuo amore e le Tue vie sono più grandi  del "piccolo villaggio" in cui abitiamo.  

F. B.
L'amaca di Michele Serra

Non c'è una sola cellula di Donald Trump che sia democratica. È antidemocratico dalla testa ai piedi. Eppure è stato democraticamente eletto presidente della più grande democrazia del pianeta. Non c'è neppure una virgola di democrazia nel referendum proposto da Erdogan. Eppure, secondo democrazia, ha vinto con il 51 per cento del voto popolare. L'elenco degli esiti poco democratici, o del tutto antidemocratici, del voto democratico, comincia a essere notevole; e niente esclude che possa allungarsi.
Per generazioni si è pensato che il nemico della democrazia fossero le dittature; le rivoluzioni; i colpi di Stato. Ci tocca abituarci all'idea che il vero pericolo, per la democrazia, sia la democrazia, visto che sono gli stessi meccanismi democratici (niente è più democratico delle elezioni) a partorire sempre più spesso la sconfitta della democrazia. Questo ci insegna che la democrazia non è una condizione permanente, ma una faticosissima evoluzione della cultura e dello spirito di tolleranza dei popoli. Se la democrazia smette di lavorare per la cultura e lo spirito di tolleranza dei popoli, deperisce e produce quegli stessi umori distruttivi che, per sua natura, non è in grado di annullare. In termini tecnici si chiama suicidio.

(la Repubblica, 18 aprile)

​[la Repubblica 15 aprile]

Argentina, giro di vite contro le proteste

In Argentina aumentano le detenzioni illegali e la repressione. Le Madri di Plaza de Mayo e i movimenti popolari lanciano l'allarme contro l'escalation provocata dal governo Macri. Il suo partito, Cambiemos, ha presentato una proposta di riforma del Codice penale per aggravare le pene per ogni tipo di manifestazione pubblica. Uno dei punti si propone «di non lasciare le decisioni finali nelle mani di autorità inermi, magistrati timorosi e giudici politicizzati». Pene fino a 10 anni di carcere per chi protesta. «In questo governo non c'è democrazia», ha dichiarato la deputata indigena Milagro Sala, prigioniera di una montatura giudiziaria attuata dal governatore della provincia del Jujuy, Gerardo Morales. Intanto, altre leader della Tupac Amaru che portavano avanti un lavoro simile a quello di Milagro nella regione di Mendoza sono state arrestate con accuse analoghe. Tra queste, Nelida Rojas. Le piazze, intanto, continuano a manifestare, soprattutto il movimento delle donne Ni una Menos: contro l'ennesimo femminicidio di una giovane attivista Micaela Garcia, vittima di uno stupratore seriale. (ge.co.)

(Il Manifesto 16 aprile)

martedì 25 aprile 2017

IL VANGELO DI BARNABA: UNA BUFALA DI 500 ANNI FA

Il Vangelo di Barnaba è stato oggetto di molte chiacchiere. Si tratta in realtà di una bufala perché è chiaro che predire nel 1500 d.C. qualche cosa che è avvenuto nel 600 d.C. non è una grande profezia.
La data che figura nel libro del 1500, scritto dalle mani dei monaci dell'alto monastero di Ninive potrebbe essere in verità una operazione che intendeva mettere sulla bocca di Gesù una certa predizione della venuta di Maometto. In sostanza l'opera potrebbe essere una ingegnosa produzione di un falsario. Che l'interesse principale del documento consista in alcune dichiarazioni di Gesù in cui si profetizzerebbe la venuta di Maometto ci pare una pensata assolutamente estranea da Gesù storico e che 1500 anni dopo un certo Barnaba lo abbia rivelato è ancora meno attendibile.
Apprezzo molto le riflessioni di Marco Tosatti e sono disposto a fornire ulteriori informazioni
Franco Barbero

TUTTO FA BRODO....

Per il nuovo cattolicesimo, tutto fa brodo. Dopo il cadavere di padre Pio, accolto in vaticano e trasportato trionfalmente a San Giovanni Rotondo ( a spese dello Stato italiano), ora il papa va a Barbiana, visiterà le tombe di Mazzolari e di don Milani e, reduce dall'Egitto, andrà a Fatima, dalla "madonna di Fatima"....
E' in atto tutta una mobilitazione del mondo cattolico e la cronaca quotidiana conferisce una enorme visibilità a tutte queste vicende che producono pellegrinaggi, affollamento nei santuari, liturgie solenni, commemorazioni retoriche.....
Dentro e dietro "questa operazione" spettacolare, che a livello di massa sta ottenendo un successo enorme, che cosa sta avanzando?
Tutto e tutti sono "ricuperabili" e pienamente accolti purché non si tocchino i dogmi, non si metta in discussione la dottrina.
Certo, profeti come Mazzolari, Milani, Turoldo, Balducci.....non misero direttamente in dubbio la dogmatica ufficiale. Il loro straordinario servizio alla comunità ecclesiale in ogni caso viene ricondotto dentro i perimetri della  ortodossia.
Lentamente, in questa stagione di crisi delle religioni, il ricupero ampio e selezionato di tutti i "pezzi", è la politica ecclesiastica vincente, che trova successo e consenso. Piace ai vescovi, vecchi e nuovi, tutti madonnari, ai parroci, alla stragrande maggioranza dei cattolici.
Tale operazione ridona un'immagine vigorosa e seducente del cattolicesimo, con grande soddisfazione del turismo laico e religioso che, sulle madonne e sui santuari, ha sempre fatto affari.
La mia opinione è che dietro a queste "porte aperte" crescano a dismisura il devozionalismo, l'infantilismo religioso e l'analfabetismo biblico e teologico.
Si tratta di una strategia unificante e vincente, molto funzionale alla progressiva emarginazione di quei credenti che pongono i problemi che una fede adulta non può rimuovere.
Chiaramente questa operazione è utile per riassorbire e riconquistare alcune frange critiche dell'attuale pontificato.
L'istituzione ecclesiastica cattolica ne esce rafforzata, ma questo "brodino" ecclesiastico
pronto all'uso rende davvero un servizio alla causa del Vangelo?
Esiste, a mio avviso, un aspetto più preoccupante. Mi sembra che anche il paesaggio della ricerca teologica si faccia sempre più "prudente", allineato, malleabile, con pochissime eccezioni.
La "rivoluzione di Francesco" non potrebbe, invece, renderci tutti più attivi, costruttivamente critici, più audaci nel riprendere quelle tematiche sulle quali il Concilio aprì qualche finestra e la modernità spalancò dei portoni?
Si può ancora osare qualche "eresia" oppure abbiamo il destino dell'ortodossia?
Questi interrogativi inquietano la mia vita, sono parte di un dialogo quotidiano con tanti fratelli e sorelle, sono presenti nella preghiera che rivolgo a Dio per il bene della chiesa di cui mi sento parte.
don Franco Barbero

25 APRILE A PINEROLO.

Ho partecipato anch'io stamattina a Pinerolo al corteo cittadino della Festa della Liberazione.
Ho constatato con gioia due fatti positivi:
una larga partecipazione dei cittadini e un discorso propositivo del sindaco. Egli ha ricordato soprattutto la presenza e l'azione decisive dei giovani nella lotta di liberazione nel contesto del pinerolese. Egli ha lanciato un appello affinché si trasmettano alle nuove generazioni i valori della libertà e della solidarietà, l'amore alla politica e la fiducia nelle istituzioni democratiche.
F.B.

SPROLOQUI ALLA DI MAIO

Proprio non ne azzecca una. Se fa una citazione, sbaglia cognome e professione. Per lui un sociologo, un filosofo e un archeologo sono la stessa cosa.
Se parla di politica, di migranti, di Ong....vede solo terroristi anziché tentativi di solidarietà.
Quando si vede ovunque corruzione, tranne che nei 5 Stelle, forse bisogna correggere la vista , cioè l'informazione.
F.B.
TI RINGRAZIAMO

Per tutte le esperienze di tenerezza e solidarietà
che nascono continuamente e proseguono il loro cammino
in qualunque angolo della terra,
noi Ti ringraziamo,
T - o Dio, sorgente d'amore per tutto il mondo.

Per tutte le persone che traggono dalla Tua Parola
la speranza e la fiducia nelle Tue promesse,
noi Ti ringraziamo,
T - o Dio, sorgente d'amore per tutto il mondo.

Per tutti gli uomini e le donne che aprono i loro cuori,
sanno benedirTi e spezzano con semplicità il loro pane,
noi Ti ringraziamo,
T - o Dio, sorgente d'amore per tutto il mondo.

Per tutte le persone che, nelle chiese e nella società,
vivono i posti di responsabilità non come onori, ma come
impegno per il bene comune,
noi Ti ringraziamo,
T - o Dio, sorgente d'amore per tutto il mondo.

Per i giorni in cui, sull'esempio di Mosè e di Gesù,
sappiamo coltivare e irrigare giardini che fioriranno per altri
o piantiamo e curiamo alberi
di cui altri raccoglieranno i frutti,
noi Ti ringraziamo e Ti preghiamo,
T - o Dio, sostegno dei nostri cuori e delle nostre braccia.

Per tutti i giorni in cui sappiamo lavorare con pazienza e
perseveranza, affidando a Dio l'opera delle nostre mani e i
desideri dei nostri cuori,
noi Ti ringraziamo e Ti preghiamo,
T - o Dio, sostegno dei nostri cuori e delle nostre braccia.

Franco Barbero
Suor Giuliana un sogno di periferia

È Torino, ma sarà sempre più un luogo del mondo. Un angolo di periferia che parla tutte le lingue, da dove partire per leggere la città e i suoi cittadini più fragili. Quelli che più di altri hanno bisogno di sostegno con percorsi che per essere efficaci devono ritrovare le radici delle origini. Italiane o straniere poco importa. «Visto che si parla tanto di ripartire dalle periferie, nel prossimo futuro il nostro centro ha intenzione di aprirsi sempre più al quartiere, a questo territorio della sesta circoscrizione e a tutta la città - dice suor Giuliana Galli - Non una realtà di nicchia "quasi nascosta", ma un centro di riferimento per tutti».
Siamo in strada delle Maddalene, una vietta interna a due passi dalla vecchia Urmet di via Bologna. Qui, dove al primo piano suor Giuliana, presidente di Mamre, e la direttrice del centro Francesca Vallarino Gancia raccontano circondate da libri e tamburi, tessuti e ceste africane, si trova Mamre Onlus, uno dei due centri in Italia di etno-psichiatria, sostegno psicologico, mediazione culturale etno-clinica, prevenzione e cura rivolta a persona migranti.
La terapia si costruisce anche ritrovando il contesto dove si è nati, combattendo il tentativo di rimozione di molti migranti. Per duecentodieci persone, moltissimi minori, donne sole, famiglie, è un luogo di cura psicologica, un'occasione per inserire bimbi a scuola, ma anche l'associazione con le competenze per formare gli operatori che lavorano in campo sociale ed educativo, gli insegnanti. La vecchia sede ora non basta più e il nuovo indirizzo è poco più in là, in via Bologna 185. «E non è solo una questione di spazi - dice suor Giuliana – ma di funzioni».
Francesca Vallarino Gancia aggiunge i dettagli: «Vogliamo anche un doposcuola per i bambini, dove i ragazzi del quartiere possano aiutare con i compiti gli adolescenti migranti, un luogo di riflessione su quanto sta succedendo nel mondo, un posto dove gli anziani del quartiere possano entrare in contatto con i mondi lontani delle persone che frequentano il centro».
Milleduecento metri di spazi interni, mille metri di giardino: «Ci abbiamo messo sette anni per trovare un posto adatto. Quando l'abbiamo visto abbiamo capito che era quello giusto», dice suor Giuliana. «Sogno un bar letterario», rivela Francesca Vallarino Gancia: tavoli in giardino per conversare e scambiarsi racconti e conoscenze, in uno scambio che possa arricchire tutti. I lavori non sono ancora partiti. L'amministrazione guidata da Piero Fassino ha concesso i locali in comodato d'uso per mille euro l'anno, ma le stime dicono che servono 1,8 milioni per trasformare l'area abbandonata nel sogno. La Compagnia di San Paolo ha dato un contributo significativo, altri fondi sono arrivati da privati importanti. Il progetto è ambizioso e l'auspicio è che anche la Fondazione Crt, la prima a credere in Mamre quando è nata nel 2001, possa dare una mano.
«Servono risorse economiche - dice suor Giuliana, negli anni scorsi vicepresidente della Compagnia di San Paolo - ma anche e soprattutto risorse umane». Nella nuova sede crescerà anche il progetto del "Teatro dell'Oppresso", che dal modello teatrale brechtiano trova ispirazione per mettere in scena momenti conflittuali di vita quotidiana ai quali partecipano bimbi e genitori. Aumenterà il numero dei laboratori e delle attività con le scuole. Ora sono ventuno gli istituti dove Mamre è presente con uno sportello.
Mamre vive e lavora con un budget di circa 500 mila euro all'anno e paga 43 operatori, tutti contrattualizzati: psicologi psicoterapeuti, mediatori culturali, antropologi, sociologi. Fra pochi giorni Francesca Vallarino Gancia si imbarcherà per tre mesi sulla nave di soccorso Aquarius di Sos Méditerranée, un'associazione internazionale italo-franco-tedesca che fa operazioni di soccorso, ha già salvato migliaia di migranti partiti ed è indipendente da qualsiasi schieramento politico e da qualsiasi ideologia religiosa. «Nuove storie e una grande esperienza per Mamre», dice.
Sara Strippoli

(la Repubblica 13 aprile)


Nel '45 gli inglesi sfornano qualcosa di simile contro i bunker tedeschi e le basi in cemento degli U-boot. Nel raggio di 300 metri incenerisce tutto e l'onda d'urto uccide a distanza di due chilometri e mezzo.

​[la Repubblica 14 aprile]


Israele, 1500 detenuti palestinesi in sciopero della fame

TEL AVIV. Circa 1500 palestinesi rinchiusi nelle prigioni israeliane sono da ieri in sciopero della fame. Marwan Barghouti, 58 anni, dirigente di Al Fatah in carcere dal 2002 in quanto condannato a ben cinque ergastoli da Israele, ha promosso l'iniziativa lanciando quella che la stampa dei Territori occupati definisce "la battaglia degli stomaci vuoti", uno sciopero della fame ad oltranza per ottenere migliori condizioni di vita per i palestinesi detenuti in Israele. Per dare maggiore risonanza alla protesta, Barghouti è riuscito a far uscire dalla propria cella nel carcere di Hadarim un articolo pubblicato dal New York Times.
Barghouti scrive tra l'altro che «i prigionieri palestinesi stanno soffrendo torture, trattamenti degradanti e inumani». Questa falla nei sistemi di sicurezza è stata giudicata grave da Israele, che minaccia ritorsioni sia su Barghouti sia al giornale. Quest'ultimo «colpevole» - agli occhi di Israele - di aver «pubblicato menzogne» e di aver presentato Barghouti come «un leader e deputato palestinese»: evitando cioè di specificare che è stato «condannato all'ergastolo per aver ispirato attentati in cui furono uccise cinque persone».

(la Repubblica 18 aprile)